Al via le iscrizioni a scuola, ma preoccupano i dati sull’abbandono

Sono partite ieri le iscrizioni per il nuovo anno scolastico 2019-2020. La procedura online resterà aperta fino al 31 gennaio e consentirà alle famiglie di registrare le domande per le prime classi di scuole materne, elementari, medie e superiori. Se per i più piccoli la scelta è limitata esclusivamente al luogo in cui sono dislocate le scuole, le variabili per i ragazzi che dovranno iscriversi alle scuole superiori sono molte di più. La scelta riguarda, infatti, il tipo di istituto a cui iscriversi e, ovviamente, non ricade esclusivamente sui genitori e sulle loro specifiche esigenze logistiche, ma soprattutto sulle attitudini dei figli che dovranno intraprendere un percorso formativo fondamentale per il proprio futuro. La scelta della scuola superiore non può essere in alcun modo sottovalutata o presa con superficialità, perché se sbagliata potrebbe compromettere la carriera scolastica degli studenti. Il numero dei bocciati lo scorso anno scolastico ha subito un preoccupante incremento, aumentando di circa 4 punti percentuali rispetto a un trend tutto sommato costante registrato nel corso dei precedenti quattro anni. Si tratta di dati allarmanti perché spesso la diretta conseguenza a una bocciatura è l’abbondono della scuola. A tal proposito, le statistiche rese note da Il Sole 24 Ore fanno emergere un quadro da prendere seriamente in considerazione. La dispersione scolastica è in aumento e fa segnare i suoi massimi al Sud, con picchi del 21,2 % e del 20,9% rispettivamente in Sardegna e Sicilia. Anche se con percentuali leggermente più basse, la situazione non appare comunque positiva nelle altre regioni del Mezzogiorno, dove spesso a un tasso minore di dispersione scolastica si accompagna anche un minor numero di iscritti. Una situazione che migliora di molto al centro e al nord-est e che si attesta su percentuali meno preoccupanti al nord-ovest. A destare però le perplessità maggiori è il confronto con l’intera Unione Europea dove l’abbandono scolastico e del 10,6%, quasi un terzo in meno del 14% registrato in Italia.

Si tratta di numeri che non vanno sottovalutati e che evidenziano l’importanza sempre maggiore di politiche che puntino sulla formazione, ma anche sull’orientamento, così che si possa indirizzare i giovani studenti verso un percorso di studi quanto più consono alle proprie attitudini. In tal modo si ridurrebbe il numero dei bocciati e, di conseguenza, anche il dannoso fenomeno della dispersione scolastica sarebbe ridimensionato, mettendoci in linea con i trend europei.