Garantire il diritto allo studio. Sempre

Quello allo studio è un diritto fondamentale, sancito sia dalla Costituzione italiana che in ambito internazionale dalla Dichiarazione universale dei diritti umani dell’Onu. I nostri ragazzi sono il futuro, i protagonisti del tempo e della società che verrà. Devono essere formati in maniera adeguata ed educati non solo in famiglia, ma anche a scuola. L’Italia che siede al G8, che ha contribuito a fare l’Europa, che per secoli ha esportato cultura in tutto il mondo, non può oggi farsi trovare impreparata davanti al diritto allo studio dei cittadini di domani. Le istituzioni, a partire dal ministero dell’Istruzione e le amministrazioni a tutti i livelli, con comuni e sindaci a fare da copofila, hanno l’obbligo di legge, ma soprattutto morale, di garantire l’accesso agli studi e la continuità dell’offerta formativa.

Quanto sta accadendo a Roma nei giorni immediatamente successivi alle festività natalizie è una situazione inaccettabile, più da terzo mondo che da Paese civile e avanzato. L’incapacità di amministrare la città e di gestire il flusso dei rifiuti non può ledere il diritto allo studio che fino a una certa età, quella ricompresa negli anni della scuola dell’obbligo, è anche un dovere.
Anche solo ipotizzare di costringere i presidi a rinviare le lezioni per i cumuli di immondizia che inondano le aree antistanti i plessi scolastici è sconcertante e gravemente lesivo di principi che non andrebbero mai posti in discussione.
I nostri figli non possono essere schiavi dell’immobilismo e delle inadempienze degli amministratori. Tantomeno di posizioni preconcette e anacronistiche che di fatto impediscono una soluzione efficace al problema dei rifiuti, ma questo è un altro capitolo. Al momento pare che le lezioni potranno riprendere, ma l’importante è assicurare sempre il regolare svolgimento delle attività didattiche, senza correre il rischio che queste vengano rinviate e garantire alti standard formativi e assoluta sicurezza dentro e fuori dagli istituti scolastici.
Nonostante i sostanziosi e continui stanziamenti del governo in favore della Capitale, il degrado continua a farla da padrone e i giovani studenti restano vittime di strutture troppo spesso fatiscenti, dei pericoli legati a episodi di spaccio e violenza, soprattutto nelle zone periferiche, delle enormi difficoltà legate alla mobilità urbana e dell’impossibilità di un’accessibilità diffusa e concreta per tutti loro. Adesso sono anche ostaggio dei rifiuti e questo è francamente inaccettabile.