RIAPRIRE I NAVIGLI? SERVE UN PROGETTO SERIO ED ECONOMICAMENTE SOSTENIBILE

Condivido fino in fondo l’entusiasmo dei milanesi (e anche del quotidiano Libero) nella possibilità di aprire una nuova stagione per la città, grazie ad un ampio progetto di riapertura dei corsi d’acqua che hanno accompagnato la storia e l’economia di quella che poi è diventata una delle più importanti metropoli europee.
I Navigli, se per gran parte dei turisti che arrivano in città sono un fatto suggestivo, hanno rappresentato per Milano la via d’ingresso delle merci ma anche dei simboli della città, come i marmi del Duomo. Oggi, con un vasto progetto di riapertura, potremmo riconsegnare a chi vive e lavora in città una dimensione originale, più vicina al bisogno di noi tutti di riappropriarci di un territorio amico. Non è un caso che i milanesi, interrogati dal referendum del 2011, abbiano accettato, nella stragrande maggioranza (94,32%), l’idea della riapertura dei Navigli. Ciò che lascia perplessi è il modo con il quale questa amministrazione affronta i problemi della città. E non è lo spirito “da bastian contrario” ad animarci, l’abbiamo dimostrato anche di recente: quando c’è un progetto decisivo per la città, come quello sugli scali ferroviari, noi di Forza Italia ci siamo. Ma il sindaco Sala usa in modo un po’ troppo spregiudicato i sentimenti dei milanesi. Che senso ha un referendum dall’esito scontato se non quello di raccogliere uno successo effimero. Serve un progetto serio, economicamente sostenibile ed una prospettiva meditata sul piano urbanistico e sulla vivibilità dei quartieri attraversati dai corsi d’acqua. Fatto questo, si esprimeranno i Municipi e il Consiglio. I milanesi hanno già detto la loro, ora spetta a chi governa interpretare la volontà del popolo sovrano. Ma i nostri dubbi vengono dall’incapacità della giunta Sala nel dare risposte. Guardiamo le periferie. In campagna elettorale Sala ne parlò come di una priorità assoluta. Ma siamo ancora fermi nel balletto tra dirigenti rimossi e richieste di un assessorato ad hoc. Ecco, per dirla tutta, abbiamo scarsa fiducia in questa amministrazione. Perché con un referendum dall’esito scontato a Sala piace vincere facile. Ma Milano ha bisogno d’altro.