Roma, 9 ago. 2013: Il pianeta Giustizia è un macrocosmo popolato di lentezze burocratiche, paradossi e situazioni ai limiti dell’assurdo che frenano la crescita del Paese. Un sistema appesantito che porta avanti milioni di procedimenti, la cui lentezza costa all’Italia 16 miliardi di euro l’anno con una mole enorme di 9 milioni di processi (3,4 nel settore penale e 5,5 in quello civile) e tempi di chiusura sconcertanti.

Inoltre, per l’eccessiva lentezza l’Italia viene costantemente bacchettata dalla Corte di Strasburgo, titolata a decidere sui ricorsi per violazione dei diritti umani anche in caso di irragionevole durata dei processi. Anche per questo risulta fondamentale firmare i sei referendum proposti dal Partito Radicale sulla Giustizia.

Tra Pdl e Radicali c’é piena sintonia sul tema della giustizia. A valle dell’Ufficio di presidenza Pdl di ieri abbiamo deciso di dare sostegno ai quesiti riguardanti la responsabilità civile dei magistrati, il rientro dei fuori ruolo, l’abolizione della custodia cautelare e la separazione delle carriere. Per raggiungere il quorum garantiamo l’appoggio delle nostre segreterie regionali e provinciali e facciamo un appello a iscritti ed elettori perché si mobilitino in questa battaglia per una giustizia giusta e i diritti dei cittadini. In Italia ci sono due emergenze: quella economica, rispetto alla quale il governo sta cercando di dare risposte e parallelamente c’é il nodo giustizia, caro ai Radicali ma da sempre anche a Forza Italia prima e al Pdl poi“. (Mariastella Gelmini)

Ecco nel dettaglio, quali sono i sei quesiti referendari che riguardano la riforma della giustizia:

Quesiti 1. e 2. L’abrogazione di due articoli della legge n. 117 del 1988 sulla responsabilità civile dei magistrati: lo scopo è quello di agevolare i cittadini all’esercizio dell’azione civile nei confronti dei magistrati, per risarcire i danni subiti a causa di una sbagliata interpretazione del diritto o a causa di eventuali errori nella valutazione di fatti o prove.

Quesito 3. L’abrogazione delle norme che consentono la pratica dei magistrati “fuori ruolo”, cioè dei magistrati messi a capo di uffici della pubblica amministrazione e nei ministeri.

Quesito 4. La limitazione del carcere preventivo – cioè della custodia cautelare – soltanto per i reati gravi.

Quesito 5. L’abolizione dell’ergastolo.

Quesito 6. La separazione delle carriere dei magistrati: cioè separare le carriere della magistratura requirente (i pubblici ministeri, cioè l’accusa) da quella della magistratura giudicante (i giudici).

Con i due quesiti riguardanti la responsabilità civile, si vuole rendere più agevole per il cittadino l’esercizio dell’azione civile risarcitoria (indiretta) nei confronti dei magistrati. Il quesito sul rientro nelle funzioni proprie delle toghe fuori ruolo, punta a porre un freno al fenomeno dei magistrati collocati presso gli uffici legislativi dei gabinetti ministeriali, garantendo con ciò la separazione dei poteri ed eliminando la commistione tra magistratura e alta amministrazione. Il referendum contro l’abuso della custodia cautelare mira a limitare la possibilità di ricorrere al carcere prima di una sentenza definitiva. Il quesito sulla separazione delle carriere dei magistrati, é invece necessario perché il modello processuale del Giusto Processo imposto dall’art. 111 della Costituzione, non può realizzarsi senza un giudice ‘terzo’, ossia realmente equidistante tra il pubblico ministero e il difensore. Per poter presentare i referendum servono 500.000 firme in tre mesi.

E’ possibile firmare i quesiti referendari sulla Giustizia presso le segreterie e gli uffici elettorali dei comuni, ma anche nei gazebo allestiti in tutta Italia (QUI trovate l’elenco delle postazioni mobili in cui è possibile firmare questa settimana , 9-16 agosto).