Mariastella_Gelmini

Di Rodolfo Sala – Da La Repubblica Milano

Milano, 18 feb. 2015:Altro che Milano ridiventata capitale morale e della cultura: «Qui di grande c’è solo il fallimento di un sindaco che sembra guardare la città dalle finestre della sua sala da tè». La forzista Mariastella Gelmini è un fiume in piena, e bolla come «pura propaganda» il discorso tenuto da Giuliano Pisapia davanti ai comitati “arancioni”.

Onorevole, però è vero che la giunta di Palazzo Marino non è mai stata sfiorata da scandali giudiziari. Le pare poco?
«Lo riconosco. Tuttavia l’onestà degli amministratori è una condizione necessaria, ma non certo sufficiente. Milano continua a soffrire di grandissimi problemi, a cominciare dalla sicurezza. Nessun obiettivo serio è stato raggiunto da questa giunta, e infatti i milanesi sono delusi, anche quelli che nel 2011 avevano creduto al libro dei sogni scritto da Pisapia».

Non salva proprio niente?
«Salvo l’Expo, i nuovi musei, le linee del metrò, il car e il bike sharing. Tutte cose che il sindaco ha avuto in eredità dal centrodestra. Pisapia lo vedo molto male, anche per le forti le tensioni che si respirano nella sua maggioranza. Del resto ha cominciato lui…».

A che cosa allude?
«Il sindaco ha sparato a zero su Matteo Renzi, quando è andato alla convention milanese di Sel, mettendosi contro il Pd cittadino. Che ne ha subito approfittato».

E cioè?
«Siccome Pisapia non ha ancora sciolto le riserve sulla ricandidatura, i Democratici cercano di scaricare su di lui i fallimenti di questa giunta. Dimenticandosi però di essere dentro fino al collo in questo fallimento: il Pd ha tre assessorati chiave come la Sicurezza, la Mobilità e il Sociale».

Non starà difendendo Pisapia…
«No di certo. Ma il Pd non può fare questo giochino del capro espiatorio».

L’altra sera il sindaco ha detto un’altra cosa, ai comitati: «Noi possiamo solo vincere le elezioni». In effetti voi del centrodestra siete messi maluccio…
«Non abbiamo ancora un candidato sindaco. O meglio: ne abbiamo troppi. Mi preoccupa la piega che ha assunto la discussione sulle alleanze, con la guerra dichiarata dalla Lega al Nuovo centrodestra. Noi di Forza Italia vogliamo proporci come elemento di coesione e di sintesi, come dice Silvio Berlusconi siamo consapevoli della valenza nazionale di queste elezioni comunali: Milano non è un comunello qualsiasi dove possiamo permetterci di litigare».

Gabriele Albertini dice che col centrodestra in queste condizioni vincerebbe anche il cuoco di Pisapia.
«Rischia di dire la verità. Per questo Forza Italia deve riuscire a superare i veti. Occorrono pragmatismo e lungimiranza, dobbiamo tornare tutti insieme, e anche aprirci al civismo, il centrodestra da solo non basta».

Matteo Salvini sembra lanciatissimo, se non si vota prima per le politiche promette che si candiderà a Milano.
«L’ho detto più volte, lui è una risorsa. Ma non pone alcuna attenzione alla coalizione, gli interessa solo far crescere il suo partito Lega. E questo per noi è un problema. Ricordo che noi e la Lega governiamo insieme la Lombardia».
Sta dividendo il leghisti in buoni e cattivi? Roberto Maroni sì e Salvini no?
«Beh, tra i due un po’ di differenza c’è. Anche per il suo ruolo istituzionale, Maroni guarda all’intero centrodestra, mentre Salvini sta tirando dritto per la sua strada. Ma la sua è una scelta di corto respiro, che rischia di farci perdere tutti».