Atto Camera 2893-A – Antiterrorismo e proroga delle missioni internazionali. (ODG riformulato e accolto dal Governo – 31 marzo 2015).

La Camera,

premesso che:

l’articolo 5, comma 1, del provvedimento in esame fa riferimento all’articolo 7-bis del decreto-legge n. 92 del 2008, convertito con modificazioni, dalla legge 125 del 2008 recante « Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica », che ha introdotto la possibilità di impiegare un contingente di personale militare appartenente alle Forze armate per servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, nonché di perlustrazione e pattuglia in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia;
tale decreto prevede che il piano di impiego del personale delle Forze armate sia adottato con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della difesa, sentito il Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica integrato dal Capo di Stato Maggiore della difesa e previa informazione al Presidente del Consiglio dei ministri;
il Decreto interministeriale del 27 febbraio 2015 reca la proroga del piano di impiego del contingente militare fino al 30 giugno 2015 e, nella Tabella 2, allegata al piano stesso, definisce le unità operative assegnate alle singole province per servizi di vigilanza a siti ed obiettivi sensibili, per straordinarie esigenze di prevenzione e contrasto del terrorismo;
la realtà del pericolo del terrorismo di matrice islamica e dell’intreccio con la criminalità organizzata è stata confermata, tra l’altro, dagli arresti eseguiti il 25 marzo 2015 a Bergamo e Brescia, dove il materiale sequestrato agli arrestati – pubblicistica e filmati video diffusi sul web, erano « destinati a italiani di seconda generazione che, al compimento del diciottesimo anno d’età sarebbero diventati cittadini italiani », con un documento in italiano chiaramente « diretto a ragazzi italiani, un target ben definito », come hanno affermato il sostituto procuratore, Leonardo Lesti, e il dirigente della Digos di Brescia,  Giovanni De Stavola;
le province di Bergamo e di Brescia hanno visto raddoppiare l’afflusso di stranieri dal 2005 ad oggi fino ad arrivare ad una percentuale che si attesta al 13 per cento rispetto alla popolazione italiana con una tendenza in costante aumento dovuta anche al trasferimento dei migranti soccorsi dalla Marina Militare nel Mediterraneo ma, nonostante questo, il piano di impiego richiamato non prevede il dispiegamento di contingenti di militari sul territorio di tali province,

impegna il Governo

a modificare, ex articolo 2, comma 2, del decreto interministeriale del 27 febbraio 2015, il piano di impiego del contingente militare, al fine di valutare l’opportunità di inserire le province di Bergamo e di Brescia nella Tabella 2, allegata al piano stesso, che definisce le unità operative assegnate alle singole province per servizi di vigilanza a siti ed obiettivi sensibili, per straordinarie esigenze di prevenzione e contrasto del terrorismo.

9/2893-AR/18. Gregorio Fontana, Gelmini.