Da Forza Italia è venuta l’ottima iniziativa di una commissione d’inchiesta sul mondo creditizio che il Governo ha dovuto accogliere facendo buon viso a cattiva sorte. Giusto fare chiarezza su quanto accaduto. Doveroso rimborsare chi è stato raggirato. Ma che garanzie abbiamo per il futuro? L’Europa ci accusa di propinare ai risparmiatori prodotti finanziari invendibili.

In effetti è quanto avvenuto al povero Luigino D’Angelo e a migliaia di clienti delle banche salvate dal Governo con un provvedimento tutto sbilanciato a favore solo degli istituti di credito. La commissione d’inchiesta farà le opportune verifiche. Ma l’Europa dimostra davvero un’arroganza insopportabile se pensiamo alle cifre sbalorditive investite nel salvataggio delle banche tedesche e all’inconsistenza delle risorse destinate invece all’Italia. Il Governo non è autorevole in Europa, non riesce a farsi sentire e sembra accondiscendere ad ogni imposizione. Oltre all’intervento delle istituzioni serve senz’altro anche una maggiore responsabilità degli operatori finanziari.

Propongo che si lavori ad un codice deontologico che preveda sanzioni severe fino alla sospensione dalla professione per chi si rende colpevole di raggiri. Un codice che punisca in solido non solo gli operatori ma anche le banche. Sarebbe un modo per impedire ai vertici degli istituti di credito di ricattare professionalmente i dipendenti con sistemi di incentivi che costringono a vendere prodotti a rischio. Seguendo questo filone, occorre inoltre rivedere anche le norme che regolano la vigilanza degli istituti di credito. È necessario un giro di vite, se non si incide nel profondo e concretamente, rischiamo solo di spendere belle parole.