Mariastella-Gelmini

Di Ilaria Brontesi – Da Il Corriere della Sera – Brescia

I comuni bresciani al voto sono un laboratorio, la testimonianza che sul territorio l’alleanza Forza Italia-Lega regge e ha chances di vittoria. Lo dice la coordinatrice regionale di Forza Italia, Mariastella Gelmini, soddisfatta del lavoro del coordinatore provinciale Alessandro Mattinzoli. Nei quatro comuni maggiori che vanno al voto (Lonato, Roncadelle, Rovato e Travagliato) due candidati sindaco del centrodestra sono di Fi, due della Lega.

Dice che per Forza Italia «non è un momento facile» e Mariastella Gelmini – deputato e coordinatore regionale di Fi, spiega perché: «Per tante ragioni, l’inagibilità politica di Berlusconi, ma anche personalismi e divisioni che non hanno fatto bene al partito e sono il motivo della crisi».

Onorevole, che ricetta propone?
«Basta con i personalismi, occorre un confronto sulle cose da fare».

Ripartendo dal territorio?
«Ritengo indispensabili assemblee programmatiche a tutti i livelii, partendo dai Comuni ma non solo, e la valorizzazione di chi é stato eletto. Dobbiamo tornare tra la gente, senza chiacchiere ma con fatti concreti e dando il messaggio dell’unità del partito. Basta conflitti, ci vuole laboriosità e impegno per rafforzare la nostra struttura».

A fine maggio si vota in alcuni Comuni anche nel Bresciano, che scelta ha fatto Fi?
«Abbiamo scelto l’alleanza col centrodestra. La composizione delle liste é stata difficilissima, più complicata del solito, ma alla fine la tenacia del coordinatore provinciale Alessandro Mattinzoli ha portato a comporre le alleanze anche dove sembrava impossibile».

A Roncadelle e a Lonato il candidato sindaco è di Forza Italia, a Travagliato e Rovato della Lega Nord. L’asse Forza Italia-Lega ha tenuto…
«E’ così. Per noi Roncadelle è una terra difficile, tradizionalmente rossa, ma abbiamo raggiunto due obiettivi, l’unità del centrodestra e una nostra candidatura, Cristian Corsini, un giovane professionista, un medico di 35 anni. A Lonato, e ringrazio la Lega, tutto il Centrodestra, con le civiche, sostiene Roberto Tardani medico con esperienza di amministratore e credo possa continuare la buona amministrazione di Mario Bocchio che ha concluso i due mandati da sindaco».

A Travagliato e Rovato si va al voto anticipato.
«A Travagliato è ricandidato il sindaco uscente della Lega Renato Pasinetti, non premiando chi aveva fatto cadere il Comune (Mimmo Paterlini, Vicesindaco e storico coordinatore di Fi. A Rovato c’erano problemi con l’alleanza ma abbiamo faticosamente rimediato e rinnovato l’alleanza con la Lega: appoggeremo il loro candidato Tiziano Belotti. Affronteremo la campagna elettorale nel modo migliore possibile, il partito ha lavorato bene. E a Magasa appoggiamo la civica del sindaco uscente Federico Venturini».

Rifarebbe l’alleanza con il Pd per la Provincia?
«Rivendico la scelta dell’accordo bipartisan, in una fase in cui non c’è più l’elezione diretta e lo scontro centrodestra-centrosinistra. La Provincia è un ente di secondo livello, votano gli amministratori. Immagino un ente che lavora e tifa per Brescia e va oltre le contrapposizioni. Che affronta grandi questioni come il metrobus, l’aeroporto di Montichiari, il depuratore del Garda, il gestore unico, il turismo. Andiamo oltre le divisioni e mi auguro Che la scelta sia evitare discriminazioni tra sindaci».

A proposito di Provincia, Margherita Peroni è stata sospesa per il suo dissenso sull’alleanza col Pd.
«Chi è in Fi non pub Chiamarsi fuori e una persona esperta come Peroni non può non capire che il partito ha bisogno di regole Che vanno rispettate. Non voglio polemizzare, non mi interessa, ma Peroni, che era vicecoordinatore, non credo non si renda conto che cosa significhi scegliere una lista diversa da Forza Italia. Ma voglio guardare a costruire, senza conflittualità».

Il patto del Nazareno è archiviato. Le conseguenze?
«La rottura ha prodotto difficoltà da entrambe le parti – Fi rischia di appiattirsi sulla Lega e il Pd fatica a trovare i numeri per votare l’Italicum – ma anche difficoltà per il Paese: avremo riforme a colpi di maggioranza, non più condivisione tra maggioranza e opposizione».

Nessun ripensamento?
«Indietro non si torna, se non passeranno i nostri emendamenti voteremo contro».

Il governo rischia di cadere?
«Renzi ha fatto una grossa forzatura. Sostituire i membri di commissione perché non votano la riforma è far terrorismo».