Basta totonomi, linea comune tra i moderati

Gelmini

Da QN – Di Francesco Ghidetti

«Noi ci stiamo, ma non si tratta a colpi di Tweet».

Roma, 3 gen. 2015: «Il capo dello Stato non si elegge con un tweet». Mariastella Gelmini, tra i più ascoltati consiglieri di Silvio Berlusconi, parla di Quirinale.

Sembra un attacco a Renzi
«No. Una semplice constatazione».

Meglio Facebook?
«Meglio parlarsi guardandosi negli occhi».

Fuori i nomi.
«Non ci sono. Forza Italia non dà nomi. E Renzi non cerchi solo numeri».

Non  avete candidati?
«Abbiamo un metodo, il candidato è la conseguenza».

Ce lo spieghi.
«Né nomi, né veti, ma un profilo politico».

Caratteristiche?
«Autorevole in Italia ed europeista. Ma non schiavo dei tecnocrati di Bruxelles».

E’ una donna?
«Che cosa vuole che le risponda? Il Quirinale non é una questione di genere».

Renzi vuolo Berlusconi al tavolo. E anche la sua Debora Serracchiani.
«Mi fa piacere. Eppure resta un pizzico di ambiguità. Una volta il nostro leader. Un’altra Grillo.

Gelosi?
«Realisti. C’é qualcuno che può pensare a un candidato deciso da Grillo Che rispetti le Caratteristiche cui accennavo prima?».

Magari Grillo cambia idea
«Mi pare difficile.

Dica la verità: sarà un ring?
«No, spero di no. Già la politica gode di pessima fama».

Vuole dire che il sistema politico rischia?
«Certo. Dobbiamo dare prova di serietà. Oppure si scivolerà verso elezioni anticipate».

Draghi dice “No grazie”.
Draghi o non Draghi, il giochino dei totonomi è un gran falò di personalità. E’ la tradizione».

E poi voi moderati siete messi maluccio…
«Non è vero. Ho apprezzato il leader Ncd Angelino Alfano. E dico sì a una linea comune tra i moderati. Basta non sia episodica».

Meno Palazzo?
«Sì. E più Paese. Se falliamo sul Quirinale è la catastrofe. Gli Italiani sono sfiniti».