Berlusconi

Di Francesco Cramer – Da Il Giornale

Roma, 3 feb. 2015: «Meglio passare da traditi che da traditori». Questo il ragionamento che Berlusconi fa con i suoi per motivare la scelta di non interrompere il percorso delle riforme.

Con Maurizio Gasparri, che lo chiama in tarda in mattinata, poi ragiona così: «Non dobbiamo far saltare tutto ma neppure offrire la quarta guancia», dopo gli schiaffi sul premio alla lista, sul decreto fiscale e – last but not least – sul capo dello Stato. Nessun fallo di reazione, quindi, neppure dopo il tackle da dietro di Renzi. «Noi manteniamo la parola data, noi…». A differenza del premier. Non solo: «Non possiamo fare marcia indietro perché Renzi è stato scorretto. Noi corretti lo siamo sempre stati e lo saremo sempre. Dobbiamo sempre anteporre il bene del Paese». Certo, adesso non sarà facile far finta che non sia successo niente; soprattutto dopo che il comportamento del premier ha trafitto anima e cuore dei parlamentari forzisti molti dei quali, adesso, non hanno più nessuna voglia di mischiare il loro voto assieme a quelli del Pd renziano. Tuttavia, per il Cavaliere, «anche ora dimostreremo di essere una forza di opposizione responsabile». E poi, chiosa, «voglio vedere come porta avanti un percorso che aveva iniziato con noi. Dovrà venire a chiederci i voti».

La linea della responsabilità pare ben conciliarsi al primo gesto politico del neo capo dello Stato: l’invito ufficiale al Cavaliere alla cerimonia di insediamento, partito direttamente da Mattarella, assieme alle alte cariche dello Stato e agli altri leader e segretari delle forze politiche. Invito ben accetto: per cui oggi Berlusconi sarà al Quirinale a stringere la mano al nuovo presidente della Repubblica. Il Cavaliere non ce l’ha con Mattarella ma con il metodo utilizzato da Renzi per mandarlo al Colle. E comunque il leader di Forza Italia spera sempre in una pacificazione nazionale per superare vent’anni di antiberlusconismo.

Sulle beghe interne al partito, sempre più in ebollizione, il Cavaliere non mette la testa sotto la sabbia ma non drammatizza neppure: «So che ci sono dei cambiamenti da fare. Ma vanno fatti con calma e soprattutto col metodo giusto; non quando i nervi sono così tesi». Quindi, a breve, non ci saranno decisioni su alcun direttorio o cambiamento di squadra. Quanto a Fitto, non è detto che l’ex premier in settimana possano rivedere il suo eurodeputato per un faccia a faccia. Certo, lo spettacolo che Forza Italia dà in queste ore è inquietante. Specie se il refrain del Cavaliere non muta: «Dobbiamo stare uniti, soprattutto adesso». Uniti in Forza Italia e uniti nel centrodestra. Tant’è vero che, ragiona con i suoi: «I numeri sono sempre interessanti. La maggioranza degli italiani resta moderata». Il problema è che, anche se la maggioranza è di centrodestra, i partiti che lo rappresentano sono oggi difficilmente sommabili. La strada sarà in salita ma, ripete a tutti Berlusconi, «dobbiamo rimettere insieme una coalizione».

Così, nonostante il barometro dei rapporti con l’Ncd negli ultimi giorni abbia segnato «tempesta», i colonnelli azzurri non smettono di parlare con gli ufficiali centristi. Lo staff del capogruppo alla Camera Brunetta, nel suo Mattinale , parla chiaro: «Che ci fai lì, Alfano?», chiede. E ancora: «Renzi ha scelto di allearsi con la sua sinistra. Ha spostato l’asse di sistema e dei suoi consensi lontano dal centro dove fin qui si era posto. Se un centro resta appiccicato ai disegni di Renzi, come ha scritto oggi Stefano Folli, è un cespuglio senza alcuna funzione politica propulsiva».