Il Cav invita i suoi a tenere bassi i toni: “Sparpagliati non si va da nessuna parte”.

 

Berlusconi

Di Fabrizio De Feo – Da Il Giornale

Milano, 5 giu. 2014: Obiettivo numero uno: ricomporre il centrodestra.

Silvio Berlusconi dispensa parole di pace, invita i dirigenti di Forza Italia a tenere bassi i toni, consiglia di smussare personalismi e vecchi rancori. Un impegno rinnovato nel segno di un solo imperativo: rendere competitiva la coalizione che (ancora) non c’è e reagire subito al risultato elettorale. Le parole che il presidente di Forza Italia ripete, in questi giorni romani, sono chiare: «Sparpagliati non andiamo da nessuna parte. I tempi sono maturi per una ricomposizione, anche dentro Ncd c’è una graduale assunzione di responsabilità. Per loro non ha più senso rimanere agganciati a Renzi. Così si avviano verso la definitiva scomparsa». Parole private che si incastrano con alcuni segnali arrivati nella giornata di ieri, con il malumore oltre il livello di guardia manifestato da molti senatori Ncd, furiosi per l’eliminazione del bonus per le famiglie numerose da parte di Matteo Renzi. Ma che fanno il paio anche con il pensiero pubblico di Berlusconi. «La mia stella polare resta l’unità. Ho iniziato il mio impegno in politica per unire tutti i moderati, intendo proseguire su questa strada».

La road-map, secondo Berlusconi deve essere definita passo dopo passo, innanzitutto sui contenuti, per recuperare quell’identità percepita a stento dagli elettori. Il primo passaggio sarà quello di rendere strutturale l’alleanza con Lega e Fratelli d’Italia. Poi si penserà a Ncd. Sarà questo il percorso preparatorio verso le primarie di coalizione che il presidente di Fi immagina soprattutto per i test elettorali per le regioni fissati nel 2015, in particolare per le regioni dove attualmente il centrodestra è all’opposizione, come Liguria, Puglia e naturalmente Calabria, la prima in ordine di tempo. Il tutto senza spargimenti di sangue perché come spiega Deborah Bergamini in occasione della presentazione del libro di Andrea Camaiora Il brutto anatroccolo, «le primarie non devono diventare uno strumento per la balcanizzazione. Berlusconi si è detto aperto alle primarie di coalizione: siamo in divenire».

Se le idee sulla ricomposizione del centrodestra sono chiare, diverso il discorso sulle riforme. L’asse di ferro Berlusconi-Renzi è appeso a un filo. Prima il pranzo del Cavaliere con Renato Brunetta e Paolo Romani, poi il colloquio con Denis Verdini hanno scolpito una convinzione: il via libera non è né un dato scontato né acquisito. Bisogna verificare tutto con attenzione, perché rispetto agli accordi iniziali le proposte renziane si sono dimostrate camaleontiche, un continuo work in progress. L’ultima sorpresa è stata la presentazione del «modello francese» per Palazzo Madama, ovvero l’elezione dei senatori da parte di una platea di consiglieri comunali e regionali. In sostanza uno strumento che assicurerebbe un Senato in modalità «rosso totale» per Renzi e renderebbe ininfluente e ornamentale l’opposizione. Un progetto rispedito al mittente che sembra comunque aver già perso quota. Sotto traccia si continua a vociferare di un nuovo faccia a faccia Berlusconi-Renzi. Un rendez-vous che gli ambasciatori azzurri vogliono preparare nel dettaglio, per evitare l’estrazione dal mazzo di carte a sorpresa.