Una pianta di erba medica hi-tech proteggerà come una guardia del corpo le colture biologiche dall’invasione degli erbicidi delle coltivazioni vicine e permetterà di bonificare i terreni agricoli dall’accumulo di queste sostanze.

L’ hanno sviluppata i ricercatori italiani del Protein Factory Research Center, una vera e propria ” fabbrica delle proteine” nata dalla collaborazione tra Università dell’ Insubria di Varese, Cnr e Politecnico di Milano, e tra i protagonisti del Forum italiano sulle biotecnologie industriali e la bioeconomia (Ifib) promosso dall’associazione che riunisce le aziende biotecnologiche italiane, Assobiotec.

La super erba medica non è solo una pianta resistente al più diffuso degli erbicidi, il glifosate, ma è una pianta addirittura capace di degradarlo ripulendo così i terreni agricoli. Il segreto sta in un enzima ‘mangia-erbicida’, chiamato glicina ossidasi, che gli stessi ricercatori della ”fabbrica delle proteine” hanno sviluppato in laboratorio a partire da un enzima del batterio Bacillus subtilis.

Positivi i primi test condotti in laboratorio. ”Abbiamo verificato che la pianta resiste perfettamente all’erbicida e nel giro di un paio di mesi è in grado di eliminarne ogni traccia”, spiega Loredano Pollegioni, direttore del Centro e docente di biochimica all’Università dell’ Insubria. ”Al momento non è possibile fare esperimenti sul campo – aggiunge – ma pensiamo che in futuro potrà essere usata sia per bonificare i terreni dall’accumulo di glifosate, sia per creare un argine intorno alle coltivazioni bio in modo che non vengano contaminate dagli erbicidi dei vicini”.

Fonte: Ansa