Bullismo e abusi sul web: c’è ancora tanto lavoro da fare

Nonostante alcuni importanti passi avanti compiuti nella lotta a bullismo e cyberbullismo, i dati relativi al fenomeno sono ancora decisamente allarmanti e impongono un alto livello di guardia. La vastità del problema non consente, infatti, di poter in alcun modo sottovalutare l’entità di una questione che riguarda i minori, ovvero quella fetta della società più debole perché ancora incapace di difendersi da sola.

Il Safer Internet Day dello scorso 5 febbraio ha consegnato un’analisi da cui emerge che c’è ancora tantissimo lavoro da fare. Se da un lato ci sono molte più tutele sia contro il bullismo che contro il cyberbullismo, purtroppo anche il numero di casi che vedono i minori vittime di sopraffazioni nella vita reale come in quella virtuale sono aumentati di circa il 10%. Un gran da fare dunque per le forze dell’ordine, i questori, a cui possono rivolgersi i ragazzi dai 14 anni in su per denunciare episodi di bullismo online, ma anche per la Polizia postale, sempre più spesso chiamata a far fronte a segnalazioni di minori per minacce, ricatti, casi di sextortion e stalking praticati ai loro danni attraverso il web.

Tra social e telefoni cellulari è oltretutto difficilissimo bloccare la diffusione di fotografie, video e audio, insomma di tutti quei contenuti multimediali che diventano immediatamente virali e quindi quasi impossibili da rimuovere definitivamente dalla rete. Se nel frattempo anche gli episodi di bullismo non accennano a ridursi in maniera significativa, c’è però da evidenziare anche il sostanziale aumento di giovani e giovanissimi che trovano la forza e il coraggio di rivolgersi alle autorità per mettere il punto agli abusi di cui sono vittime.