BULLISMO, SERVE PIANO NAZIONALE DI PREVENZIONE

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La lettera di Ivan Roberto Mendico, fratello del ragazzo di 15 anni della provincia di Latina che si è tolto la vita dopo essere stato a lungo vittima di episodi di bullismo, interroga tutti noi su una emergenza angosciante. I suicidi sono, purtroppo, in crescita in Italia come in tutta Europa. Ogni anno si tolgono la vita quasi 4mila persone in Italia: molti sono giovani o giovanissimi. Si stenta a crederci ma in Europa il suicidio è la prima causa di morte in Europa per i giovani fra i 15 e i 29 anni; in Italia è la seconda, dopo gli incidenti stradali. Il 10 settembre era la giornata mondiale per la prevenzione del suicidio: esattamente il giorno successivo Paolo si è tolto la vita. Le norme per contrastare il bullismo e il cyberbullismo esistono e bene ha fatto il ministro Valditara ad avviare tutte le verifiche del caso sulla scuola frequentata dal ragazzo. Ma sbaglieremmo a limitarci a questi fenomeni. Anche gli atti di autolesionismo sono in crescita e ciò è sintomo di un’adolescenza sofferente che chiede di essere ascoltata e aiutata. È giunto il momento di affrontare questi problemi con un piano nazionale di prevenzione, potenziando i servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, sostenendo realtà come il telefono amico, rendendo strutturare il sostegno psicologico per gli adolescenti, coinvolgendo tutte le istituzioni formative e – perché no? – i social network, che spesso assorbono gran parte della vita dei nostri ragazzi. Sono vite che si possono salvare, perché il suicidio fra gli adolescenti è spesso un atto istintivo. Dobbiamo una risposta a Ivan e alla sua famiglia: non lenirà quel dolore terribile, ma potrà contribuire ad evitare altri episodi simili.

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