Da Milano Corriere

Il presidente dell’autorità anti-corruzione dopo aver ricevuto i poteri speciali dal governo spiega come si muoverà. Potrà contare su 4 uomini della GdF.

 

Raffaele-Cantone


Nella gestione degli appalti pubblici la corruzione è stata sottovalutata a livello generale e non solo per Expo. A dirlo è il presidente dell’Autorità anti-corruzione Raffaele Cantone, che ieri ha ricevuto poteri speciali di controllo sull’Esposizione universale del 2015. «Ci si è preoccupati del meccanismo delle infiltrazioni mafiose, ma c’è stata una sottovalutazione generale della corruzione negli ultimi anni, si è ritenuto per troppo tempo che, visto che non ci sono stati atti eclatanti, fosse stata debellata, invece ha continuato ad agire indisturbata, non solo per Expo», ha spiegato Cantone durante una conferenza stampa in Prefettura a Milano, dove è stato allestito un ufficio dell’unità operativa speciale dell’autorità dedicata all’Esposizione universale, dopo l’inchiesta della procura di Milano che ipotizza l’esistenza di una «cupola» per influenzare gli appalti. Cantone ha precisato che dalla “prossima settimana l’attività di controllo (su Expo) partirà concretamente, mentre questa settimana inizia l’attività specifica finalizzata ai controlli», che non riguarderanno il passato, ma valuteranno «la legittimità di tutti gli atti» a partire da ieri, il 25 giugno. Il super commissario ha già incontrato il sindaco Giuliano Pisapia, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati e l’AD di Expo Giuseppe Sala. «Con Sala non siamo scesi nello specifico, ma è chiaro che gli ambiti devono restare distinti: loro si occupano della gestione, noi dei controlli, non facciamo attività di consulenza». Il team dell’autorità partirà a ranghi ridotti, «per evitare spese inutili e capire quali sono le forze in campo che ci servono», con tre sottoufficiali e un ufficiale della Guardia di Finanza.

Trasparenza tema centrale

La questione degli appalti per gli allestimenti del sito espositivo resta «una delle più delicate», ha aggiunto Cantone, ma «Sala studierà meccanismi per arrivare ad affidamenti veloci con la massima trasparenza». Proprio il tema della trasparenza è centrale per il commissario, che in controlli già effettuati dall’autorità prima dell’approvazione del decreto ha individuato «appalti poco chiari». «Non si capiva come venivano effettuati e nemmeno la determinazione degli importi. Avevamo già formulato una serie di domande ad Expo e saranno fatte una serie di esami che serviranno per dare indicazioni alla società». «La vicenda Expo è un’occasione per monitorare in concreto, è una buona pratica per un salto di qualità nella trasparenza. L’idea di un’Expo trasparente può far recuperare l’immagine dell’Esposizione anche all’estero», ha aggiunto. Per quanto riguarda l’incontro di ieri con Bruti Liberati, che ha avocato a sé tutte le inchieste relative ad Expo, Cantone ha precisato che è stato teso a «verificare come potere acquisire gli atti pubblici. Ho evidenziato come i nostri controlli non avranno a che vedere con le indagini penali, qualsiasi sospetto verrà comunicato alla procura».