“Forza Italia nasce come “spazio aperto”, come un progetto nazionale, un cantiere aperto di idee e proposte, nel nome di ideali e di valori rimasti immutati in questi venti anni ma non sempre declinati nella realtà: la centralità della persona che viene prima dello Stato, della famiglia, della libertà d’impresa senza la quale non può esserci competitività, il valore del merito, della ricerca e dell’innovazione, la difesa dell’identità nazionale e del made in Italy.
Uno Stato più leggero in economia, percepito come non ostile ma vicino e amico di chi rischia, di chi vuole intraprendere. Uno Stato puntuale nel pagare i propri debiti e non solo nel riscuotere le tasse.
La nostra ambizione e l’ambizione del presidente Berlusconi è di costruire un partito non per iniziati ma che sappia coinvolgere e richiamare alla passione politica i tanti delusi e diffidenti verso la cosa pubblica. Un partito che sappia riaccendere non una flebile speranza, ma una profonda e ragionata fiducia nelle enormi potenzialità del Paese, in nome della quale ognuno trovi le ragioni di un impegno personale.
Un partito capace di mostrare il volto veramente nuovo della politica, fatto non di cavilli burocratici, di inutili complicazioni, di norme stratificate e contraddittorie ma desideroso di agevolare lo sforzo, l’impegno, l’inclinazione, il contributo di ciascuno.

Forza Italia nasce in un momento di cambiamento della legge elettorale e il nuovo meccanismo, qualunque sarà la scelta finale del Parlamento, punta a restituire radici nel territorio alla rappresentanza parlamentare. Si tratta di un aspetto rilevante perché il cambiamento della legge elettorale imporrà a tutte le forze di far emergere energie fresche e nuove fra gli amministratori locali. Il nuovo ceto dirigente nazionale dovrà essere espressione delle migliori esperienze e competenze nell’amministrare i territori. Occorre in realtà un mix di freschezza, entusiasmo, di apertura al nuovo, ma anche di esperienza, competenza perché la passione civile non ha età!
Forza Italia sta già lavorando in questa direzione. Per me, nominata dal presidente Berlusconi coordinatrice della Lombardia, un onore con non pochi oneri, tornare sul territorio significa riprendere la bandiera della questione settentrionale, troppo in fretta archiviata dai governi Monti e Letta, per riaffermarne il significato nazionale. La questione del Nord non è una questione solo di alcune Regioni: essa riguarda le prospettive di crescita e di sviluppo del sistema Italia. Senza il Nord non c’è l’Italia!
Forza Italia vuole riaffermare la centralità dei territori del Nord, in termini propositivi rispetto al resto del Paese, rivendicando con orgoglio l’abitudine al fare, al costruire e al ben amministrare.
Insomma una grande sfida che intendo giocare in squadra con tutti coloro che dentro e fuori il partito vogliono dare il proprio contributo di idee e di braccia”.

Mariastella Gelmini