Gelmini

Di Francesco Cramer – Da Il Giornale

Gelmini: “Il modello è quello della Lombardia, un centrodestra unito. Da Salvini e Alfano serve un passo indietro, l’alternativa a Renzi non si crea con i veti”.

Mariastella Gelmini, allora è Salvini il vostro futuro goleador?
«Un momento. Berlusconi ha solo riconosciuto a Salvini una grande capacità di saper parlare agli italiani.
Ma resta un valore aggiunto nell’ambito di un progetto in cui Forza Italia rimane il baricentro. Con Berlusconi che è il federatore dei moderati».

Al vostro elettorato, specie in Lombardia, Salvini piace?
«La stragrande maggioranza del Paese resta moderata. E c’è l’Italia fatta da imprese, artigiani, commercianti e giovani che sono lontani dal disegno neolepenista di Salvini. Ma noi e la Lega possiamo e dobbiamo stare assieme».

Sì ma tra Alfano e Salvini continuano i veti contrapposti. Come si può superare questa situazione?
«Ragionando da statisti, come ha fatto Berlusconi con estrema lungimiranza. Non penso che Salvini punti ad avere una grande forza per poi sterilizzarla in Parlamento».

E Alfano?
«Beh, non credo che Angelino immagini per il suo partito una vita all’ombra del Pd e di Matteo Renzi. Ecco: si deve partire dalla premessa che non è attraverso veti che si costruisce l’alternativa alla sinistra di Renzi».

È ottimista?
«Sì perché c’è il modello Lombardia che funziona: in Regione governiamo con Ncd, Lega e Fratelli d’Italia. Perché non farlo altrove e anche a livello nazionale? Basta riuscire a guardare oltre il proprio ombelico».

Torniamo al leader. Le primarie restano un tabù?
«Quando ci saranno le elezioni, se non ci sarà un leader riconosciuto da tutti, ne riparleremo. Ma oggi il tema è il progetto politico».

Che c’è?
«Ma certo. E Forza Italia lo deve costruire e guidare. Il progetto è mettere in evidenza il fallimento del governo Renzi che ha mantenuto la patrimoniale sulla casa di Monti e Letta e fatto addirittura peggio».

Ossia?
«Ha fatto una legge di Stabilità in deficit e che nasconde nuove tasse. C’è il rischio di un aumento dell’Iva, delle addizionali Irpef e delle accise. La nostra ricetta, invece, è quella giusta».

Il patto del Nazareno è più forte di prima o no?
«Il patto è circoscritto esclusivamente alla legge elettorale e alle riforme istituzionali e sarebbe un grave errore interromperlo».

Perché?
«Fornirebbe a Renzi l’alibi per andare al voto. Non lo faremo e saremo con la schiena dritta. Se Renzi deciderà di tornare alle urne sarà per nascondere il fallimento delle mancate riforme economiche. Qui chi sta cambiando le carte in tavola chiedendo modifiche all’Italicum è Renzi, non certo noi».

I vostri paletti sull’Italicum restano?
«Certo che sì. Discuteremo in Parlamento».

Come è andato l’ufficio di presidenza? Fitto non ha risparmiato critiche dure…
«Abbiamo discusso come tutti i partiti all’indomani di una sonora sconfitta. Ma anche gli interventi più duri come quelli di Raffaele Fitto sono stati improntati al rilancio di Forza Italia».

Nessuna spaccatura?
«Macché. Rimaniamo tutti uniti e desiderosi di ripartire, di tornare ad essere la vera Forza Italia assieme a Berlusconi che è e resta il nostro leader».