Creiamo insieme un progetto vincente

 

Sarebbe pura ipocrisia negare che dentro Forza Italia non ci sia stata una accesa discussione sulla partecipazione o meno di Silvio Berlusconi alla manifestazione voluta dalla Lega a Bologna. E, con buona pace di chi si accanisce coi “retroscena”, il confronto ha fatto dei passi in avanti grazie alla intelligenza e alla generosità di Berlusconi, alla disponibilità dei gruppi che hanno approfondito i temi politici d’attualità. Ma grazie anche e alla chiarezza con la quale Matteo Salvini ha proposto a Berlusconi di salire sul palco di Bologna, dissipando ogni dubbio sulla leadership del centrodestra. Non è mai stato in discussione il rapporto di collaborazione con la Lega, che ha prodotto in questi decenni una leale intesa e che vede il centrodestra guidare realtà amministrative importanti come la Liguria, il Veneto, la Lombardia ma anche Venezia e numerose piccole e grandi città italiane. Certo, ci sono punti in discussione tra noi, come il futuro dell’Europa e dell’euro. Ma l’impegno messo in campo dai due partiti ha fatto in modo che emergessero i tanti aspetti programmatici che uniscono, anche, direi soprattutto, in vista delle elezioni amministrative di primavera, vero banco di prova anche per il governo. Possiamo dire che la scelta di partecipare alla manifestazione di Bologna ma soprattutto la discussione che l’ha preceduta, ha cementato un rapporto politico che si basa, come in passato, sulla pari dignità dei due partiti e sulla scelta di dare ai cittadini e agli elettori un’alternativa concreta alla sinistra delle parole e dell’immobilismo. E dunque la presenza di Berlusconi a Bologna deve servire, in un rinnovato clima di pari dignità, ad alimentare ancor meglio il confronto delle idee e delle proposte tra i partiti del centrodestra, senza dimenticare il rapporto con la società civile che chiede di esercitare da protagonista un ruolo nella formulazione dei programmi. Quella di Bologna, dunque, è diventata la tappa di un percorso comune dove nessuno si senta in dovere di dettare la linea ma dove tutti possano lavorare per l’obiettivo comune: costruire assieme un’alternativa concreta e condivisa, per il governo delle città, alla sinistra dell’immobilismo, delle tasse, della demagogia. E per questo, da lunedì, bisognerà impegnarsi su programmi e candidature. Per creare assieme un progetto vincente che metta in primo piano, col buon governo delle amministrazioni locali, l’impegno a innovazione, ricerca e sviluppo, per sostenere le Pmi, la lotta contro le tasse che strangolano cittadini e imprese, le famiglie in difficoltà. E un aspetto, non da poco, che ci unisce il nostro impegno, è la comune volontà che, nelle città che vanno al voto, siano i reali bisogni dei cittadini a dettare l’agenda.