Mariastella-Gelmini

Di Alberto Maggi – Da Affari Italiani

Roma, 7 apr. 2015: “Basta litigare. Basta divisioni. Forza Italia deve essere un partito inclusivo, un partito plurale. Un partito nel quale ci devono essere spazi per sensibilità e posizioni differenti. Tutto questo senza però degenerare nello scontro e nel conflitto che non servono a nulla e sanno molto di vecchia politica”. Lo afferma ad Affaritaliani.it Mariastella Gelmini. Il leader del Centrodestra? “Francamente oggi tra Berlusconi, Salvini e Meloni credo che l’unico leader sia Berlusconi”.

Dove porterà il dibattito in Forza Italia di questi giorni?
“Distinguerei la necessità di un dibattito e di un confronto costruttivo dentro Forza Italia per rilanciare il partito, per tornare in mezzo alla gente, per declinare meglio il pensiero del presidente Berlusconi e soprattutto i nostri programmi da una rappresentazione che esternamente sembra assumere qualche volte il tono di una guerra tra persone e di una divisione interna che sicuramente danneggia il partito e che allontana gli elettori”.

Quindi che cosa suggerisce?
“Valuto positivamente un confronto franco e costruttivo, qualche volta anche molto schietto su programmi contenuti proposte, come ad esempio ha fatto Paolo Romani, che ha cercato di affrontare dei temi (alleanze, riforme, modello organizzativo)  in modo forse brusco ma volendo dare una scossa al partito. In altre situazioni, invece, la sensazione per un osservatore esterno è che ci siano scontri personali e divisioni.e questo non va bene.

Quindi?
“Basta litigare. Basta divisioni. Forza Italia deve essere un partito inclusivo, un partito plurale. Un partito nel quale ci devono essere spazi per sensibilità e posizioni differenti. Tutto questo senza però degenerare nello scontro e nel conflitto che non servono a nulla e sanno molto di vecchia politica. E’ chiaro però che quando un partito perde consensi come li ha persi Forza Italia nemmeno si può buttare la polvere sotto il tappeto e dire che va tutto bene. Dobbiamo fare un sforzo e rimboccarci le maniche. Uno sforzo di tornare in mezzo alla gente e di occuparci dei problemi delle persone e di dare delle risposte ad un elettorato molto ampio che è deluso da Renzi e che forse è stato deluso anche da Forza Italia e al quale però dobbiamo ricominciare a parlare e a guardare”.

E’ vero che esiste il cerchio magico troppo vicino a Berlusconi?
“Non mi ci ritrovo in questa definizione. Credo piuttosto che dovremmo cercare di dare spazio all’immagine vera di Forza Italia, che è quelle che incontro nelle sezioni comunali e nelle varie assemblee. In questi anni comunque è nata una classe dirigente, c’è una presenza capillare soprattutto in Lombardia di Forza Italia e c’è tanta gente che senza guadagnare le prima pagine dei giornali crede nel nostro partito, si sacrifica ed è presente sui territori. Il mio obiettivo come coordinatore regionale è quello di far vedere soprattutto questo volto di Forza Italia. Il volto di tanti militanti, di tanti dirigenti, di tanti consiglieri comunali e di tanti eletti che sul territorio si danno da fare spesso a loro spese, ma sono persone che ci credono e che portano avanti il pensiero del presidente Berlusconi e anche i valori, gli ideali e i programmi del nostro partito. Dovremmo fare tutti uno sforzo Nel fare un passo indietro rispetto ai protagonismi per dare spazio a coloro che sul territorio in questi anni sono cresciuti e sul territorio hanno certamente molto da dare. Poi sui nostri programmi oggi c’è una rappresentazione un po’ falsata di Forza Italia. Il nostro punto di forza è che noi non abbiamo mai cambiato idea”.

Che cosa intende?
“Non abbiamo la necessità di fare quello che sta facendo Renzi e cioè reinventarsi a parole liberale, perché noi liberali e riformisti siamo sempre stati. E questo fa sì che le nostre ricette e i nostri programmi debbano essere rinverditi ma nella sostanza hanno fondamenta solide. La necessità di dare centralità alle famiglie e alle imprese, la necessità di avere un appoccio sussidiario alla cosa pubblica, la necessità di abbassare drasticamente la spese pubblica per poter abbassare le tasse è una ricetta vincente che dove è stata applicata senza l’opposizione che Berlusconi ha subito in Italia da parte della sinistra ha dato buoni frutti. A parole Renzi sembra crederci, ma poi nei fatti gli italiani scoprono di avere avuto una stangata con l’Imu sulla casa, sui risparmi visto che sono state molto tassate le rendite finanziarie e poi si è visto un aumento delle tasse sul tfr, sui fondi pensione e sulla previdenza dei professionisti. Al netto delle parole di Renzi che possono essere condivisibili anche da un elettore di Forza Italia, i provvedimenti del premier sono i soliti della sinistra. Quindi lo spazio politico che Forza Italia può e deve occupare è ampio e per questo dobbiamo rimboccarci le maniche e tornare a parlare con la gente ma ad una condizione: la si smetta con i personalismi, con le beghe di condomio e con contrapposizioni che non aiutano e anzi allontanano ancora di più gli elettori da Forza Italia. Ben venga invece un confronto schietto sui vari temi, ci mancherebbe altro. Nel momento in cui il partito è in difficoltà è giusto dirsi le cose in maniera molto schietta, ma non travalicare nello scontro e nei personalismi”.

E’ possibile un’intesa tra Fitto e Berlusconi o ormai la situazione è compromessa?
“Fitto non ha propriamente agevolato il suo rapporto con il partito prima ancora che con Berlusconi. Però io confido fino all’ultimo in un’intesa. Credo in una Forza Italia unita e coesa e quindi mi auguro che, usando un eufemismo, le divisoni e le incomprensioni si possano superare. Ad una condizione:  non si metta in discussione il leader di questo partito e colui che da sempre prende i voti. Oggi deve essere chiaro alla Gelmini, a Toti o a Romani o a qualunque dirigente che i voti sono di Berlusconi. E quindi picconare il fondatore del partito mi sembra un atto di miopia politica e anche di autolesionismo. La figura di Berlusconi deve essere assolutamente lasciata fuori dalle contese. Ma credo che le contese non servano  e se ci deve essere uno scontro o delle primarie, le primarie devono essere delle idee. All’insegna di un confronto vero, sul tema dell’Europa, dell’euro, delle tasse, delle politiche industriali, dell’immigrazione. Su questi temi Forza Italia deve ritrovare una sua consistenza e una sua proposta politica e una sua forza”.

In prospettiva, Berlusconi è l’unico leader del Centrodestra o ce ne potrebbero essere altri dentro Forza Italia o anche fuori, pensando a Salvini e Meloni?
“Francamente oggi tra Berlusconi, Salvini e Meloni credo che l’unico leader sia Berlusconi. E credo anche che sia l’unico leader che si preoccupa e si adopera per tenere unita la coalizione”.

Quindi alle prossime Politiche Berlusconi candidato contro Renzi…
“Sarà Berlusconi a decidere se candidarsi o meno. Se oggi mi chiedono se vedo un altro leader, rispondo che Berlusconi è l’unico leader del Centrodestra. Poi è chiaro che così com’è è un Centrodestra frammentato e diviso e che non è nelle sue migliori condizioni. Quindi mia auguro che il tempo che ci separa dalle Politiche venga utilizzato per tenere unita la coalizione non all’insegna della sommatoria delle sigle, che non interessa a nessuno, ma un’unità vera e non di facciata. E questa unità la dobbiamo costruire giorno per giorno. Più che giocare a chi è il leader, oggi dobbiamo preoccuparci di rafforzare Forza Italia. Che è l’unico baricentro su cui ricostruire una coalizione vincente”.