Di Alberto Magnani – Da Il Sole 24 Ore

Roma, 31 ott. 2013: Quanto costa un chilo di carne, rispetto a 30 anni fa? Il 208,3% in più. E l’affitto di una casa a Milano? Il 494%. Se pensiamo che gli scontrini pagati dai nostri genitori fossero più leggeri, qualche ragione c’è.

Un’elaborazione del Sole 24 Ore su dati Istat mostra un rialzo medio tra il 200 e il 500% su 10 beni dell’indice Nic (prezzi al consumo per l’intera collettività). Con alcune eccezioni, come la tv. E tante conferme: dal pane, al cinema, alle automobili. Ecco come, e quanto, sono cambiati i “conti spesa” delle famiglie tra settembre 1981 e settembre 2013.

Partiamo da un bene di primissimo consumo: il latte. Oggi paghiamo un litro di latte fresco intero 1,35 euro in nord e centro Italia, poco di più al sud (1,40). Il prezzo, dal 1981 ad oggi, è salito del 337,2%: in proporzione, tre volte tanto quello che pagava nostro padre tre decenni fa. Meglio, si fa per dire, le carni. Tra il settembre del 1981, quando Roberto Mancini esordiva in serie A , e il settembre 2013, il mese scorso, il prezzo di un chilo di pollo o di manzo è salito di più del 208%.

Il boom vero e proprio è negli immobili. Il rialzo di prezzi negli affitti, tra lo scorso settembre e l’autunno di 32 anni fa, ha sfiorato il 500%: 494, 4%. Che è quanto dire: una stanza in affitto a Roma o Torino costa a un fuorisede nato nel ’93 cinque volte tanto quanto costava a una matricola nata negli anni ’60. Con una percentuale meno vistosa, segue il cinema. E’ vero: i biglietti per un film in prima visione sono un caso scuola, a modo loro, della nebbiosità dei ricordi nel passaggio lira-euro. I tagliandi costavano 13mila lire, l’equivalente dei circa 7 euro che si pagavano fino a pochi anni fa (ora si superano tranquillamente gli 8). Ma, se teniamo in considerazione il potere d’acquisto e i rialzi annui, il prezzo è volato oltre il 347%.

Sempre sopra il 200% viaggiano gli incrementi di automobili, su del 252%, e servizi sanitari: + 262%. L’unico esempio in controtendenza si registra con le Tv color: prezzi giù del 32,1%. Una Grundig a 12 pollici, ai tempi, sarebbe costata un terzo in più degli schermi al plasma. Restano in linea con il rialzo, a percentuali ridotte, istruzione universitaria e giocattoli. La prima non rientrava nell’indice Nic prima del 1996. Sulla lunghezza di poco più di 15 anni si è registrato comunque un rimbalzo del 76% nei prezzi per iscrizione e rette. «Giochi, giocattoli e hobby» , a loro volta, erano aggregati agli articoli sportivi fino a 16 anni fa. Ma da allora stanno iniziando a crescere, a ritmo di 1% all’anno.