Lo scorso 28 gennaio, la Corte di giustizia europea ha condannato l’Italia per il cronico ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione verso imprese e professionisti. Se il governo non si attiva in tempi brevi, rischiamo una maximulta da 2 miliardi di euro.

Oggi la Cgia di Mestre ha pubblicato una vera e propria ‘lista nera’ delle male pratiche dietro cui si annidano ogni giorno le inefficienze, i ritardi e le omissioni che mandano sul lastrico intere realtà aziendali e professionali: il ritardo ingiustificato nell’emettere i certificati di pagamento e le contestazioni che allungano la liquidazione delle fatture; la richiesta, spesso avanzata dalla PA nei confronti degli esecutori delle opere, di ritardare l’emissione degli stati di avanzamento dei lavori o l’invio delle fatture; l’istanza rivolta dall’Amministrazione pubblica al fornitore di accettare, durante la stipula del contratto, tempi di pagamento superiori ai limiti previsti per legge senza l’applicazione degli interessi di mora in caso di ritardo.

Mi chiedo: cosa sta facendo la maggioranza? Perché si chiude a Palazzo Chigi ad elaborare controriforme bislacche della prescrizione, tanto lambiccate quanto incostituzionali, quando pende sulle nostre teste una sanzione da 2 miliardi di euro?

Quante altre imprese dovranno chiudere, quanti altri professionisti dovranno accettare compensi iniqui a data da destinarsi, per far concentrare questo governo sui problemi reali del Paese, anziché sugli equilibrismi di poltrona?


1 commento

marco · 21 Febbraio 2020 alle 23:59

I debiti della PA con le imprese vanno chiusi tutti subito.
Per far soldi bisogna spenderli.
Se non si danno soldi alle imprese le imprese chiudono.
Se le imprese chiudono lo Stato perde molti più soldi
di quelli che avrebbe dovuto usare per pagare i debiti.

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