Il 13 marzo del 2019, quasi un anno fa, ho presentato una proposta di legge per il sostegno della partecipazione delle donne al mercato del lavoro e per la conciliazione delle esigenze di vita e di lavoro. In queste settimane sto cercando di coinvolgere tutte le forze politiche e le altre donne presenti in Parlamento che si vogliono spendere per perseguire questi obiettivi. La legge, una volta terminato l’iter in Commissione, potra’ essere discussa dall’Aula della Camera nel mese di marzo. Sarebbe bello se una proposta di legge per migliorare la condizione delle donne e delle mamme nel mercato del lavoro venisse approvata dall’Aula di Montecitorio in prossimita’ dell’8 marzo. Perche’ alle donne non bastano ne’ le parole ne’ le mimose. Quella data simbolo puo’ essere da stimolo per tutti noi per velocizzare l’iter di questo provvedimento e per condurre in porto misure fondamentali per il futuro del nostro Paese.

Le donne non vanno aiutate solo a parole o solo con le buone intenzioni. Negli ultimi decenni sono stati fatti passi avanti notevoli nella direzione di una reale parita’ dei sessi, ma la strada e’ ancora molto lunga e accidentata. Come dimostrano anche gli articoli che quotidianamente oramai tutti i giornali pubblicano: gap retributivo, difficolta’ di conciliare lavoro e famiglia, mancanza di un vero welfare familiare, differenti livelli di occupazione e di impiego delle donne nei ruoli apicali, disuguaglianze perfino nella pensione. Servono dunque, interventi concreti, immediati, che risolvano le piccole grandi ingiustizie contro le quali tutte noi ci scontriamo quotidianamente.