Di Gianluca Nicoletti – Da La Stampa

Primi e terzi classificati all’Intel Business Challenge Europe,  il concorso per  l’ innovazione dedicato a studenti e laureati di tutta Europa.

Per fortuna ogni tanto si avvertono lampi di genialità nazionale. Qualche giovane mente riesce ancora a rischiarare la coltre di pessimismo che, per luogo comune accettato e condiviso, sembra aver avviluppato la nostra capacità di distinguersi nell’ innovazione. Due spin-off italiane sono tra le cinque che rappresenteranno l’Europa alle finali del Global Challenge 2013, che si svolgeranno a ottobre all’Università della California di Berkeley.

l’Intel Business Challenge Europe è una competizione  per studenti e laureati,  ha lo scopo di cogliere i segnali più interessanti di riprogettazione del futuro, si premiano i portatori d’idee che sappiano cavalcare, con spregiudicatezza, il principio dell’ innovazione. I progetti che sono stati esaminati trattano  prodotti innovativi, tecnologie intelligenti e web interattive,  applicazioni mobili nelle aree dei dispositivi sanitari e medicali, dell’energia ed eco-tecnologie, individui e società, ICT, biotecnologie e nanotecnologie.

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca , Maria Chiara Carrozza, aveva annunciato di getto  la vittoria con un tweet il 19 giugno: “Le spinoff italiane dominano le finali di Intel Buz Challenge a Dublino. Vorrei invitare SEM+,Tensive e gli altri a Roma per un brindisi.” Il brindisi con i vincitori lo farà questa sera alle 18 quando incontrerà nella sede del MIUR i ragazzi delle otto start up italiane finaliste alla Intel Business Challenge Europe di Dublino, il concorso di business plan che permette di identificare e sostenere giovani promesse che, in tutta Europa, siano capaci di elaborare i progetti più creativi e innovativi.

Per la prima volta nella storia della competizione, due team italiani: “SEM+” e “Tensive”, si sono conquistati rispettivamente il primo e terzo posto, andranno in California a ottobre per sfidare le eccellenze delle idee e tecnologie di tutto il mondo.  Il primo classificato è il team italiano Sensing ElectroMagnetic Plus (SEM+), azienda nata nei laboratori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’IIT di Genova, ha vinto per la tecnologia alla base del progetto, che introduce la terza dimensione nel touch per i dispositivi elettronici di consumo, rendendo possibile un’interazione più naturale tra le persone e i dispositivi.

Il terzo posto per un altro progetto italiano, Tensive, spin-off della Fondazione Filarete, che ha ideato un supporto poroso biocompatibile per la rigenerazione ex-vivo di tessuti biologici vascolarizzati e un supporto poroso degradabile, resistente alla compressione, da usare come protesi portante nelle procedure ortopediche e spinali per riparare grandi difetti ossei.

Le squadre vincitrici sono state scelte tra le migliaia di contributi ricevuti per il concorso, provenienti da ventisette Paesi. I team in gara nelle finali di Dublino provenivano da nove Paesi: Bulgaria, Danimarca, Israele, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia e Regno Unito.