Di Giuseppe Spatola – Da Brescia Oggi

Si chiama Techflue ed è il nuovo spin off del Politecnico di Milano per l’ingegnerizzazione, lo sviluppo e la commercializzazione di un dispositivo semplice, efficiente e sostenibile per la generazione di energia elettrica dalle onde marine. Testa milanese ma cuore bresciano, precisamente a Cazzago San Martino, dove ha sede la Teze Mechatronics e da dove il responsabile del progetto, Andrea Guerra, ha lanciato la sfida alle energie sostenibili di tutta europa. «Il dispositivo, chiamato Eds-Energy Double System, è installabile vicino a riva prima del frangimento dell’onda anche su strutture già esistenti, come ad esempio le banchine dei porti, garantendo così bassi costi di montaggio – ha spiegato Guerra che con il Politecnico di Milano ha dato l’annuncio dell’avvio della nuova spin off -. La Techflue nasce con una forte esperienza di impresa e un solido supporto scientifico grazie alla partecipazione della TezeMechatronics, incubatore e venture capitalist privato localizzato all’interno del polo industriale del gruppo Castellini Officine Meccaniche di Brescia e alla Tecnomac, Costruzioni meccaniche di Brescia ed a Stefano Malavasi, professore associato di Idraulica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale del Politecnico di Milano». Non solo. «Il rendimento del dispositivo Eds – ha continuato Guerra – è più elevato rispetto a quello di soluzioni simili perchè è stato ideato per estrarre l’energia delle onde prima del frangimento sfruttando sia la spinta verticale dell’onda, sia la spinta orizzontale dell’onda». INOLTRE, ha aggiunto l’Ateneo meneghino, «il vantaggio di posizionarsi vicino alla costa agevola il trasporto dell’energia prodotta e riduce i costi di costruzione della struttura di supporto del sistema, sia nel caso debba essere costruita ex-novo ed a maggior ragione se si possono sfruttare manufatti esistenti». I risultati dei primi test condotti in laboratorio su un modello in scala sono incoraggianti: i ricercatori hanno misurato rendimenti superiori al 40% e ipotizzano che un sistema composto da 7 moduli Eds che occupa 80 metri di costa potrebbe produrre fino un gigawattora all’anno, con un risparmio di anidride carbonica in atmosfera di circa 100 chilogrammi ogni ora, cioè circa 1.000 tonnellate all’anno. L’energia del moto ondoso è una fonte di energia che consiste nello sfruttamento dell’energia cinetica contenuta nel moto ondoso, da cui prende il nome. Viene classificata tra le cosiddette «energia alternative e rinnovabili». «Lo sfruttamento dell’energia del moto ondoso è di recente sperimentazione in vari progetti europei – ha ricordato il responsabile bresciano del progetto -; il sistema Eds sfrutta il massimo dell’energia disponibile nel moto ondoso nel modo più semplice ed economicamente più vantaggioso. L’energia delle onde viene catturata quando queste, vicino alla riva, si trasformano da onde lunghe in onde frangenti. Il brevetto sfrutta entrambe le spinte grazie ad un galleggiante (movimento verticale) e ad una pala (movimento longitudinale), trasformando con continuità più del 40% della potenza presente nell’onda». Semplice, quanto produrre energia dal mare…