Fase 2, il governo dimentica le mamme lavoratrici

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Le donne mamme e lavoratrici: sono anche loro le eroine di queste settimane di emergenza.

Salti mortali per conciliare lavoro e famiglia, cura quasi esclusiva dei figli, faccende domestiche, aiuto costante agli anziani.
Su 9 milioni e 872mila occupate, nel nostro Paese, le mamme sono circa 5,4 milioni (il 54,3%) e, di queste, 3 milioni (il 30%) hanno almeno un figlio con meno di 15 anni.

Il governo che a parole doveva investire sulla famiglia e rilanciare la natalita’ ha completamente dimenticato questa fondamentale fetta di popolazione. Lo smart working doveva essere reso obbligatorio da subito, il bonus babysitter doveva essere piu’ sostanzioso, andavano tutelate le famiglie numerose. Le circostanze legate alla pandemia dovrebbero imporre un ripensamento complessivo del welfare familiare, dei tempi di lavoro e delle misure per incentivare l’occupazione femminile.

Le proposte ci sono (ad esempio quella di Forza Italia, a mia prima firma). E invece si continua a procedere con approssimazione e senza un disegno complessivo. Oggi è la festa della mamma, al di là della retorica, a Palazzo Chigi si ricordino ogni giorno di chi, tra una miriade di difficoltà, cresce i nostri ragazzi e porta avanti le famiglie nel nostro Paese.

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