FEMMINICIDIO, SOLO “CODICE ROSSO” NON BASTA. PIÙ UOMINI E RISORSE PER FARE PREVENZIONE

L’allarme lanciato dal capo della Procura di Milano Greco va accolto, perché mette al centro la risposta che va data per tutelare le tante donne minacciate e uccise tra le mura domestiche, da chi viene considerato “un proprio caro”. I provvedimenti per difendere le donne devono essere concreti e accompagnati dalle risorse – anche umane – necessarie: non basta agitare il problema o promuovere dispositivi – anche giusti in linea teorica – come il “codice rosso”. Bisogna attrezzare le Procure, consentire a chi opera nella prevenzione (Polizia compresa) di agire con tempestività ed efficacia. Poi c’è la necessità di intervenire nel profondo (anche attraverso la scuola), per cambiare la cultura, il modo di essere degli uomini e incoraggiare le donne a difendersi. Ma per far sì che il “codice rosso” non sia solo un mero strumento di propaganda occorre al più presto dotare le Procure e gli uffici delle Forze dell’Ordine del personale e dei mezzi necessari. Episodi come quello tragico, costato la vita ad Adriana Signorelli a Milano, vanno contrastati con efficacia e la chiave non può essere che la prevenzione.