Fi presenta emendamenti. Intanto domani sciopero prof e Ata

Di Alice Fumis – Da ANSA.it

Roma, 23 apr. 2015: “Non ci sarà bisogno di un decreto” per assumere i 100 mila docenti precari. “Sono fiduciosa”: il DDL La Buona scuola sarà approvato in tempo dal Parlamento e i neo assunti saranno in cattedra a settembre. Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, alla vigilia dello sciopero del personale scolastico indetto da Anief, Unicobas e Usb contro il disegno di legge all’esame del Parlamento, rassicura il mondo della scuola e in particolare chi è in attesa di una stabilizzazione. Al tempo stesso invita i prof che hanno dimostrato le loro perplessità sul ddl a “leggere con attenzione i primi articoli” prima di incrociare le braccia il 5 maggio, in occasione dell’altro sciopero in calendario, quello proclamato unitariamente da Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Gilda e Snals (anche l’Ugl ha poi indetto l’astensione dal lavoro per la stessa data, mentre i Cobas hanno rivendicato la prima scelta del 5 maggio). Perché nel provvedimento “è inserito un progetto educativo con spunti abbandonati da tanti anni”, insiste il ministro. Intanto il dibattito parlamentare continua. Entro domani (alle 12) i gruppi parlamentari dovranno presentare gli emendamenti al testo in Commissione Istruzione alla Camera e lunedì è previsto l’inizio dell’esame del testo. Mentre anche il Pd è al lavoro nelle ultime ore a disposizione per mettere a punto le sue proposte di modifica, Forza Italia ne ha già presentate 236, “non ostruzionistiche”, ma con l’obiettivo di “cambiare il ddl nel profondo”, perché al momento il testo “ha poche luci e tante ombre”. “Se verranno gli emendamenti approvati – ha detto il capogruppo di Fi a Montecitorio, Renato Brunetta – e il ddl non verrà sacrificato sul resto, siamo disponibili a dare il nostro contributo”. Ma se ci sarà “una deriva progressiva sulle linee della Cgil e del conservatorismo”, del provvedimento “rimarrà poco: cattive assunzioni e il resto sacrificato”.

 

Forza Italia chiede in particolare di rivedere il piano straordinario delle assunzioni (“Nei 10 anni di governo Berlusconi erano state 183.300. Oggi quelle previste dalla pianta organica sono 60-70 mila, il governo Renzi ne aggiunge solo 30 mila”). Occorre includere, è convinta la responsabile Scuola, Elena Centemero, “gli iscritti nelle graduatorie di merito del concorso 2012, oggi esclusi in modo illegittimo”. Neppure gli abilitati e abilitandi con il Tfa devono rimanere fuori: “lo Stato non può formare e selezionare i migliori e poi dimenticarli quando si tratta di assumere”, ha aggiunto l’ex ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Governo avvisato anche sul “nodo dirigenti”: “Mi auguro non ci siano passi indietro” sul rafforzamento dei loro poteri, ha avvertito Gelmini. Nonostante parte degli insegnanti e sindacati abbiano manifestato fin da subito il loro dissenso. Ma su questo il ministro Giannini non ha dubbi. Dai microfoni di Radio Capital, ribadisce che “non ci saranno presidi dittatori, non c’è traccia di questo nel ddl, per cui non ci sarà bisogno di modifiche. Nella legge – ha precisato – c’è l’idea di un preside responsabile, che deve essere valutato per le scelte che farà. La scuola ha bisogno di leader educativi e non sono sceriffi come qualcuno ha impropriamente detto”.

 

Per Forza Italia, comunque, il DDL va ancora perfezionato. Perché al momento, ha osservato Brunetta, “non è né di destra, né di sinistra, ma un animale misto, fatto da cattive cose e confuse. Questo è il riformismo confusionario di Renzi – sono balle o bolle, metadone – che dentro un settore così delicato rischia di essere esplosivo”. Fi propone dunque la sua ricetta, che va dalla revisione delle discipline, con “l’insegnamento obbligatorio di economia e diritto in tutte le scuole superiori” e “il potenziamento dello studio del latino”, all’introduzione del costo standard per i finanziamenti delle scuole. dall’educazione all’imprenditoria negli istituti tecnici e professionali, con l’avvio di start up, all’abolizione del 5 per mille alle scuole per lasciarlo agli enti no-profit. Fi chiede inoltre l’estensione della detrazione delle tasse per la scuola paritaria fino all’obbligo scolastico e al secondo ciclo, e comunque fino a 4.000 mila euro. Infine, in merito alla sentenza della Corte europea sugli insegnanti precari in servizio da più di 36 mesi, si propone “di coprire con contratti a tempo indeterminato tutti i posti residui vacanti e disponibili nell’organico dell’autonomia” (ANSA).