Sembra incredibile, ma è così: mentre Pd e M5S si pavoneggiano sul rinvio degli adempimenti fiscali, gli italiani il prossimo 16 giugno dovranno comunque pagare 11 miliardi di Imu, che ora comprende anche la vecchia Tasi.

Saranno migliaia i piccoli proprietari, ma anche imprenditori, commercianti e studi professionali – che magari non hanno incassato un euro di affitto negli ultimi tre mesi – a non poter rispettare la scadenza.

Poi al 30 giugno via alla dichiarazione dei redditi e ai relativi pagamenti. Come se niente fosse accaduto: una follia a cui si può porre rimedio, approvando gli emendamenti di Forza Italia al decreto rilancio, sul differimento di tutte le scadenze fiscali.