Di Claudia Guasco – Da Il Messaggero

Milano, 10 nov. 2015:  Del grande raduno del centrodestra a Bologna resta una foto ricordo: l’abdicazione di Silvio Berlusconi nei confronti
della Lega di Matteo Salvini. «Ma no, nessuna abdicazione. Questa è l’interpretazione malevola, la realtà è che quella non era la nostra piazza, bensì quella di un partito alleato», afferma Mariastella Gelmini, onorevole di FI e fedelissima del Cavaliere dal ’94.

«Forza Italia va avanti per la sua strada, salvo correre insieme per le amministrative. La scelta di Berlusconi di salire sul palco è stata un gesto di generosità e anche di lungimiranza».

Gli applausi però sono andati a Salvini e i fischi all’ex premier.
«Io fischi non ne ho sentiti. Ma anche se fosse questa è la piazza di Salvini, che ha comunque apprezzato il gesto di unità. Mi auguro che in futuro ci sia la possibilità di fare tutti insieme una piazza della coalizione. La sfida sono le elezioni amministrative che hanno un grandissimo valore politico e quindi tocca a noi rappresentare l’alternativa, scegliere i candidati migliori fuori dagli egoismi di partito. Sanciremo il fallimento della sinistra».

Moneta unica, coppie gay,immigrazione: su questioni cruciali le divergenze tra gli alleati paiono insanabili.
«E’ vero, ci sono delle differenze: noi non puntiamo a uscire dall’euro, non ci piace questa Europa e lavoriamo per cambiarla ma vogliamo farne parte. Il popolo di centrodestra è saldo, lo è da vent’anni, abbiamo fatto tante battaglie e ci sono alcuni punti sui quali questa unità si può ribadire: la volontà reale di abbassare le tasse, di aiutare le piccole e medie imprese, l’agricoltura e il made in Italy, di difendere la famiglia. Su questi temi non c’è ragione per non essere uniti, poi sugli altri si discute».

Sarà una coalizione a trazione Salvini?
«Gli elettori scelgono il leader e a piazza Maggiore era Salvini. C’è tuttavia un’altra fetta del 50% che non va a votare: sono moderati, sfiduciati, liberali, riformisti. Noi non dobbiamo contenderci la piazza di Salvini, abbiamo un altro elettorato e dobbiamo riportare alle urne quel 50% di persone che non vota. Sovrapporsi al leader della Lega sarebbe sciocco, dobbiamo lavorare su un’altra tipologia di elettore e
lo stiamo facendo».

Non temete che questa alleanza intacchi il vostro bacino di voti al centro-sud?
«Ciò che penalizza il Mezzogiorno è la legge di stabilità, che lo ha completamente abbandonato. Quindi anche lì, dove peraltro il presidente Berlusconi è molto popolare, Forza Italia può fare dawero tanto».

Giorgia Meloni ha il vostro viatico a candidato sindaco di Roma?
«Da questo palco la Meloni ha fatto un grande intervento, molto costruttivo. La mia opinione è che se volesse partecipare alla corsa di primo Cittadino tutto il centrodestra non potrebbe che
appoggiarla».