Gelmini

Alessandra Chello – Da Il Mattino

Casini mostra buonsenso ma dal Nuovo centrodestra arrivano commenti ruvidi. Sorpresa da tanta miopia.
«Fi andrà comunque avanti l’appello del nostro leader é rivolto soprattutto agli elettori»

«La lettera di Berlusconi – spiega l’ex ministro Mariastella Gelmini, vice capogruppo vicario di Forza Italia – é un appello generoso che
mette da parte tutto quel che é accaduto ai tempi della sua decadenza da parlamentare. Ma è anche un gesto strategico per guardare al futuro che è possibile solo con l’unità dei moderati. L’appello del presidente non è indirizzato unicamente a un leader, ma alla platea di elettori moderati, molti dei quali hanno disertato le urne alle europee del 25 maggio. Perché è grazie ad una chiara volontà del popolo di Centrodestra che si può riunire ciò che è stato diviso da piccole ambizioni personali. Commeti stizzosi o risentiti alle parole di Berlusconi, sono la spia del disagio politico in cui viene a trovarsi chi ha immaginato di farsi fondatore o, peggio, rifondatore di un Centrodestra che non può prescindere dall’esperienza di Berlusconi. Lo sciopero elettorale dei moderati rischia di protrarsi ancora se chi pretende di rappresentarli non sa ritrovare la via del dialogo e percorrerla con un pizzi co di umiltà».

Casini intanto sembra disponibile ad una riunificazione…
«Ha mostrato buonsenso e realismo visto che lo spazio del Centro è limitato. E dunque con la consapevolezza dei numeri. Nell’Ndc invece ci sono commenti di apertura – come quelli della Santamartini e della De Girolamo – e altri che riservano a Berlusconi solo parole ruvide e
personalistiche».

Dunque aspetterete i mille giorni di cui parla Alfano, oppure ad un certo punto chiuderete le porte?
«Impossibile sapere quanto durerà il govemo. Mille giorni o meno, quel che conta è che questo tempo sia impegnato per aprire subito il cantiere della costruzione del CentrodestIa perché non ci si può davvero accontentare solo della sommatoria delle sigle. Mi sorprende la miopia di chi non capisce Che questa è la sola strada per poter avere un’altemativa al governo Renzi. Mi rendo conto che non è certo automatica la ricondivisione dello stesso cammino, ma sbaglia di grosso chi crede di poter prescindere dalla fatica di unire la metà del campo
del Centrodestra. Insomma, non si può cnntinuare a sciupare tempo solo nel garantire i numeri a Renzi, bisogna usarlo nella costruzione
dell’altemativa. Noi siamo impegnati nel rilancio di Forza Italia. In aula non c’è certo un bel clima, ma l’ostruzionismo finisce per rafforzare Renzi. L’appello di Berlusconi è rivolto agli elettori. Poi, se il leader di Ncd deciderà di chiamarsi fuori dovrà spiegarne a
tutti le ragioni».

Alfano però vi ha piazzato una serie di paletti sulla riforma elettorale…
«Questa è forse la parte più comprensibile della posizione di Alfano. Ma è fuor di dubhio che sia legata al timore che, con delle
soglie più alte, il Ncd rischia di non farcela. Peril resto è giusto Che la legge elettorale debba servire al Paese e non certo ai partiti».

Crede fattibile, come annunciato dall’Udc, la creazione di una nuova Cosa di Centro a più voci?
«L’area mo derata di Centrodestra é una creatura che ha molti tifosi trai politici, assai meno tra la gente. L’obiettivo-chiave deve essere il recupero di quei milioni di voti che si sono rifugiati nell’astensionismo. Ma l’area alla quale pensiamo noi dovrà affrontare e risolvere i problemi delle famiglie. Dovrà dare risposte concrete. In Italia non si mangia con la riforma del Senato. La politica del cacciavite di Renzi non aiuta nessuno. Ecco perché noi porteremo avanti un pacchetto di misure d’urto che vanno dal tagli alla spesa pubblica, alla riduzione della pressione fiscale fino alle privatizzazioni. Solo cosi l’ltalia potrà uscire dal pantano».