Roma, 15 apr. 2014: “La decisione del Tribunale di sorveglianza non cancella la ferita inferta al presidente Berlusconi, alla democrazia italiana e ai milioni di elettori che in lui si riconoscono da vent’ anni. Essa non poteva cancellare, e non ha cancellato, il circuito di ingiustizie messo in piedi da un processo infondato nelle sue ragioni e persecutorio nelle sue conclusioni. Berlusconi si vede riconosciuta una semi-agibilità politica e può affrontare una campagna elettorale sia pure con qualche limitazione. Quella ferita potranno rimarginarla soltanto gli elettori che sapranno riconoscere ancora una volta, come fanno da vent’ anni, una leadership limpida e indiscutibile” (ANSA).