Roma, 7 gen. 2014:  “Lo sdegno e l’orrore scorrono senza sosta sulle Tv e sulle agenzie insieme alla solidarietà per il popolo francese colpito nelle sue libertà. In tanto cordoglio si avverte la mancanza di qualcosa: la consapevolezza che quell’atto di barbarie non è stato consumato soltanto contro la Francia e i francesi, ma esso è un avvertimento lanciato a tutti noi, una minaccia alla libertà di ciascuno e di tutti. L’Europa non può girarsi dall’altra parte senza con ciò denunciare il suo spirito dimissionario di fronte alla minaccia non più oscura che pende sulle nostre teste”: cosi’ Mariastella Gelmini.

“La jihad e l’esercito del Califfo ci chiedono una guerra di religione che mai potranno avere come risposta dalle nostre democrazie. L’Europa deve invece trovare la forza di intensificare il lavoro comune dei servizi di intelligence di ogni Paese. Senza una chiara consapevolezza dell’intensità e dell’ampiezza della minaccia terroristica la battaglia per la libertà rischia non solo di essere persa ma neppure di essere combattuta. Mi aspetto per le prossime ore che il premier Matteo Renzi, presidente di turno della UE, convochi un vertice operativo fra tutti i capi di Stato e di governo per decidere le prime, rapide e incisive azioni di contrasto alla minaccia terroristica e le misure comuni necessarie” (ANSA).