Roma, 22 gen. 2014: “L’ abolizione parziale del reato penale di immigrazione clandestina (perché tale rimane in caso di recidiva) e la sua trasformazione in reato amministrativo è una vittoria di Pirro delle sinistre. Il problema dell’ immigrazione clandestina affrontato sventolando le bandiere ideologiche non porta a risultati utili per nessuno e danneggia in modo grave gli immigrati regolari che vivono in Italia. Troppo spesso il Parlamento italiano ha legiferato su questa materia in modo emotivo e fuori dalla cornice di riferimento che è lo spazio di Schengen, cioè l’ accordo le cui clausole prevedono l’ abolizione dei controllo frontalieri fra gli Stati membri dell’ Ue e il parallelo rafforzamento dei controlli sulle frontiere esterne.
Fra questi controlli è ricompresa anche l’ immigrazione clandestina. Il contrasto a questo fenomeno è un dovere del governo verso gli italiani ma è anche un obbligo del nostro Paese verso gli altri Stati dell’ Unione. Per questo sbaglia chi ritiene che la risposta al problema sia l’ abolizione del reato penale. Va invece prevista una misura alternativa, di pari e superiore efficacia, per contrastare l’ immigrazione clandestina.
Il governo deve scuotersi dal torpore se vuole trovare ascolto in sede europea per imporre questo tema come una questione rilevante per tutta l’ Unione” (TMNews).