Roma, 27 apr. 2015: “Domani sarà presentata la Carta di Milano, il documento voluto dal Governo Italiano come eredità di Expo Milano 2015. Credo sia un fatto importante ma occorre andare oltre la ritualità dell’evento. Le condizioni perché questa occasione lasci davvero il segno sono: che le forze, a partire da quelle che vengono dal mondo della ricerca e dell’industria, possano continuare a dare il loro contributo; che la Carta diventi uno strumento di contrasto allo sfruttamento di giovani, bambini e donne nelle guerre locali. Non basta denunciare, non basta dichiarare il diritto al cibo, quando decine di migliaia di giovani, bambini, donne che vivono nei paesi schiacciati dal fondamentalismo e dalla fame, vengono usati come oggetti di guerra. Il grande impegno che ha raccolto attorno alla Carta di Milano ricercatori, imprese, governi, deve produrre iniziative concrete non solo eventi simbolici. Occorre mettere al bando quei paesi e quei governi responsabili o che tollerano l’abuso di bambini e donne in azioni di guerra o terrorismo. Le organizzazioni che aiutano concretamente questa causa, i paesi impegnati a sostenerla, le aziende che contribuiscono a realizzarle, devono proseguire il lavoro con un Forum internazionale che, partendo da Milano, sia in grado di tradurre le parole in fatti”. Così Mariastella Gelmini (9Colonne).