Roma, 11 dic. 2013: “Il presidente Letta ha un’ idea un po’ asfittica della democrazia e delle sue dinamiche parlamentari. L’ idea che chi non vota la fiducia al suo esecutivo sia per questo un populista a caccia di facili consensi, è ovviamente campata in aria. Non sta in piedi per la ragione che fior di partiti, conservatori e progressisti, nei principali Paesi europei non votano la fiducia ai loro governi senza per questo incorrere nella scomunica di “populisti”. Letta pensa di demonizzare in questo modo ogni refolo di critica arrivi dalle opposizioni. Ma sbaglia e sa di sbagliare. Togliere respiro alla dialettica parlamentare restringe gli orizzonti d’ azione dello stesso esecutivo. Letta cerca la contrapposizione pregiudiziale, molto più comoda per la sua sopravvivenza rispetto alle critiche puntuali e argomentate. Da Forza Italia non riceverà un simile regalo. Crediamo nell’ Europa come e più di Letta,ma crediamo anche che le politiche di questo governo non aiutino l’ Italia a recuperare credibilità in Europa. I conti a posto, sempre che lo siano, sono soltanto la premessa. Per favorire la crescita economica del Paese occorrono azioni coraggiose non microinterventi a pioggia, ma tagli agli sprechi, flessibilità nelle politiche del lavoro, vere semplificazioni di
cui nella legge di stabilità purtroppo non vi è traccia” (Dire).