Roma, 21 mar. 2014: “Soltanto chi non conosce Giorgio Squinzi, la sua dedizione al lavoro e la difesa strenua delle ragioni dell’impresa e dello sviluppo, può aver letto una minaccia nelle sue parole di portare l’azienda in Svizzera. Il presidente di Confindustria non ha bisogno di avvocati né di interpreti, ma nelle sue affermazioni leggo l’amarezza e la delusione di un imprenditore esasperato da annunci e promesse mai tradotti in atti di governo. Non Squinzi, ma decine di piccole imprese del comasco e di altre province confinanti, in Svizzera si sono già trasferite per sottrarsi alla morsa di un fisco mortale.
Come dar torto a Squinzi quando dice di preferire le slides che raccontano di cose fatte e non di cose che saranno fatte? Renzi ha scelto di stupire l’Italia con una girandola di annunci. Il Parlamento e l’opposizione sono lì che aspettano però di esaminare gli atti di governo per valutarli, senza pregiudizi ma anche senza sconti. Il premier farà bene a tornare in Parlamento per illustrare le conclusioni dell’euro-vertice e la strategia del governo in vista del Def” (AGI).