Roma, 13 feb. 2014: ” Il Parlamento e gli italiani  potranno conoscere oggi pomeriggio in diretta streaming se Enrico  Letta si dimette per lasciare campo libero a Matteo Renzi. Non so se  questa modalità sarà ricompresa fra le riforme istituzionali del  sindaco di Firenze, è difficile pero’ vedere in questa scena l’ alba  della terza Repubblica”. Così su Facebook Mariastella Gelmini.

” Da alcune settimane l’ Italia e i suoi problemi sono finiti in  stand by perché il Pd deve risolvere il dualismo fra due suoi  protagonisti. Mai una volta che sia stata usata la parola ‘crisi’  riferita al governo, come se cambiare presidente del Consiglio fosse  un fatto di stagione, come per gli abiti. Il  Parlamento assiste a questa corrida tra Letta e Renzi come se la  questione riguardasse due marziani e non l’ Italia e i suoi cittadini. Di fronte a tale sconquasso, con le istituzioni mortificate come mai  prima, abbiamo appreso che la sola ipotesi di andare al voto, cosa  normale in una democrazia, è invece da considerare una ‘sciocchezza'”.

“Forza Italia e Silvio Berlusconi hanno sostenuto, con un senso 
di responsabilità andato ben oltre ogni ragionevolezza, la nascita  del governo Monti e, poi, la nascita di un governo di coalizione con 
Letta premier. Allo scopo, in entrambi i casi, di avviare quel  percorso di pacificazione tanto indispensabile per riportare l’ Italia  sui binari di una normale convivenza politica e civile. Quegli sforzi sono finiti nel nulla. Perché un partito, il Pd, sistema oggi le sue  questioni interne passando sopra ogni regola istituzionale. La  maggioranza che verrà sarà raccogliticcia e  multicolore come e più della maggioranza che lascia. Renzi andrà in  Parlamento a prendere la fiducia anche se il governo in carica non è stato sfiduciato da nessuno. Il tutto con la benedizione di chi vigila sul rispetto della Costituzione, non so se più bella del mondo certo  fra le più flessibili” (Adnkronos).