Roma, 25 feb. 2014:  “Se il governo Renzi darà seguito ai propositi sull’ edilizia scolastica annunciati ieri nell’ Aula del Senato, troverà un terreno già in parte arato. In condizioni di finanza pubblica non meno gravi di quelle odierne, il governo Berlusconi e la sottoscritta, all’ epoca ministro dell’ Istruzione, misero in campo risorse ragguardevoli per finanziare un piano per gli edifici scolastici. Nel 2009, con il piano anti-crisi furono stanziate risorse per 1 miliardo di euro da destinare alla messa in sicurezza e all’ adeguamento antisismico degli edifici. Con un mio decreto, nel 2008, era stata prevista una norma che destinava alle strutture scolastiche nelle zone ad alto rischio sismico il 5% dei fondi previsti per le grandi opere infrastrutturali”. Così su Facebook Mariastella Gelmini.
“Nel 2009 il Miur ha varato un Piano triennale per la messa a norma degli edifici scolastici. Il 6 marzo 2009 il Cipe deliberò uno stanziamento di 300 miloni, cifra analoga a quella stanziata nel 2008. Particolare non secondario: altri 20 milioni vennero stanziati grazie ai risparmi sui costi della politica, terreno anche questo non del tutto vergine. Mi piace ricordare un particolare. L’ anagrafe degli edifici scolastici, istituita nel 1996 dal governo Prodi, era rimasta largamente incompleta e quindi priva di conseguenze pratiche.
Infatti soltanto alcune Regioni avevano fornito i dati richiesti.
Cosi’ nel 2010 decisi di procedere a un aggiornamento dell’ anagrafe contattando direttamente le scuole: un esempio, appunto, di quanto intricata e barocca sia in Italia la scala dei livelli di governo con ripartizioni assurde di competenze fra Regioni, Comuni, Province e governo centrale. Prima si esce da questa Babilonia istituzionale e meglio sara’ per i cittadini e per gli studenti. Avanti tutta, noi ci siamo!” (ITALPRESS).