Roma, 19 apr. 2015: ”L’ennesima tragedia nel Canale di Sicilia con centinaia di morti chiama l’Europa ed il governo italiano sul banco degli imputati. Non si può aspettare la stabilizzazione della Libia e un accordo fra le sue tribù per assumere decisioni che andavano assunte già da un pezzo”. Così in una nota Mariastella Gelmini.

”Quella in atto è una carneficina di fronte alla quale l’Europa e’ l’Italia manifestano un’allarmante impotenza. Sono necessarie misure drastiche, a partire dal blocco navale sulle coste libiche. Quei morti sono sul conto dell’Europa e del governo italiano. Ogni ulteriore rinvio di misure drastiche suona come complicità dell’Europa e dell’Italia con i mercanti di morte che operano indisturbati sulle coste libiche” (AdnKronos).