Gelmini, Forza Italia: Jobs Act. Con Renzi art.18 come mostri in film orrore

Roma, 28 dic. 2014: Come temevamo, con Renzi l’articolo 18 è diventato come i mostri dei film dell’orrore: dopo averli ammazzati, risorgono con modificate sembianze. Nella prima bozza di decreto attuativo del Jobs Act, non solo non è scomparso il diritto alla reintegrazione nei casi di licenziamento disciplinari, ma questo diritto viene addirittura esteso anche alle imprese con meno di 15 dipendenti che erano finora esclusi dall’applicazione del vecchio articolo 18. Ma la cosa ancora più grave è che la nuova disciplina dei licenziamenti lascia ancora troppa discrezionalità ai giudici, privando così le imprese di quelle certezze necessarie per l’utilizzo del contratto di lavoro a tempo indeterminato. Inoltre, la bozza di decreto non supera quella segmentazione del mercato del lavoro, che Renzi aveva definito alla Camera come apartheid. Mantenere il vecchio articolo 18 ai rapporti di lavoro precedenti al Jobs Act significa mantenere quella linea di demarcazione che destina ai nuovi lavoratori, perlopiù i più giovani, tutele diverse di quelle destinate ai lavoratori più anziani. Nella stessa azienda, ci saranno lavoratori a tempo indeterminato iper-tutelati e nuovi lavoratori licenziabili con il pagamento di un indennizzo”. Lo scrive su Facebook Mariastella Gelmini.
“Renzi ripete gli stessi errori delle vecchia sinistra scegliendo una linea di demarcazione diversa: Prima, la differenza era tra lavoratori assunti a tempo indeterminato e lavoratori assunti con formule flessibili. Ora, le linee di demarcazioni saranno addirittura tre: lavoratori assunti con formule flessibili, lavoratori con contratti a tempo indeterminato con il vecchio articolo 18 e lavoratori con contratti a tempo indeterminato con tutele crescenti”. “Non è questa la rivoluzione che il mercato del lavoro italiano si aspettava. Le imprese devono essere libere di assumere con qualunque formula contrattuale e i lavoratori devono essere tutelati con politiche attive del lavoro universalistiche e non solo parziali come è il contratto di ricollocazione”. “Siamo lontani dalle riforme del centrodestra, come la Riforma Biagi che ha portato la disoccupazione all’8% rispetto all’attuale picco del 13%. Forza Italia non può accettare una riforma del mercato del lavoro di stampo neo-centralista e neo-statalista in cui si ripetono i soliti tic della sinistra che vede come unica tutela possibile quella da costruire nel posto di lavoro e non nel mercato del lavoro”. “I temi del lavoro sono l’occasione per la rinascita di un vero nuovo centro destra coeso, moderno che sappia coniugare i bisogni con le opportunità” (Il Velino).