Roma, 25 mag. 2015: “I dati sull’occupazione in crescita diffusi dal Ministero del Lavoro sono molto meno luminosi di
quanto appaiono, e vengono spinti sui media con grande enfasi a scopo elettorale. Si vede il fumo ma l’arrosto non c’è. A leggere bene la nota del Ministero si vede che i dati diffusi oggi sono relativi al solo mese di aprile di quest’anno confrontati con lo stesso mese del 2014. Un orizzonte temporale statisticamente insignificante: parlare di aumento dell’occupazione con questi dati è ridicolo”.  Così Mariastella Gelmini, Coordinatrice di Forza Italia Lombardia e vicecapogruppo FI alla Camera.
“L’aumento dell’occupazione è rilevabile solo su un orizzonte temporale più lungo, con l’indicazione del saldo netto delle
attivazioni e delle cessazioni sul medio periodo. Ma anche a voler fare una semplice comparazione con i dati diffusi lo scorso mese, si vede che non si tratta di un trend in crescita, al contrario, nello scorso mese di marzo le nuove assunzioni sono state 833.574 e di queste 190.799 (solo il 23%) sono contratti a tempo indeterminato. I dati di aprile presentano un
dato in diminuzione rispetto allo scorso mese: le attivazioni sono pari a 756.926, di cui 171.515 (ancora solo il 23% sul
totale) sono contratti a tempo indeterminato. Il Governo sceglie dal menù i dati più convenienti e confeziona un dossier
tendenzioso”, aggiunge.
“I dati dimostrano che il bonus viene utilizzato soprattutto per convertire le vecchie collaborazioni a progetto di cui il
Governo ha annunciato l’eliminazione, mentre rimangono sostanzialmente stabili i numeri in valore assoluto dei
contratti a termine, che il Governo si prefigge di ridurre in nome di un’ideologica riduzione della presunta precarietà del
lavoro. Nessun vero “effetto Jobs Act”, ma tanta, troppa boriosa propaganda in vista delle regionali”, conclude (ANSA).