Roma, 29 giu. 2014: “Finalmente anche Pietro Ichino nella sua lettera al Corriere, riconosce che le uniche proposte utili per il rilancio dell’ occupazione sono quelle di Forza Italia. Ancora che iniziasse l’ esame del Ddl Poletti avevamo detto che saremmo stati d’ accordo all’ introduzione di uncontratto a tutele crescenti, purche’ non fosse sostituivo di altri contratti flessibili, non fosse il cosiddetto contratto unico intellettualmente molto attraente e praticamente molto ipocrita e purché fosse un contratto a tempo indeterminato più flessibile. Finalmente, dopo l’ ininterrotta militanza a favore di posizioni suggestive ma impraticabili, Ichino sposa tutte le nostre tesi. Del resto, lo fa nel giorno in cui la stampa decreta il fallimento del bonus Letta, tarato solo per promuovere le assunzioni a tempo indeterminato di giovani, come se la realtà potesse essere modificata per legge. Oggi i numeri ci dicono che la realtà si vendica. Nel migliore dei casi il bonus Letta ha solo premiato assunzioni che si sarebbero fatte lo stesso. Occorre liberare le imprese dai vincoli che impediscono loro di assumere. Per questo avremmo preferito che il primo decreto Poletti non venisse stravolto durante i lavori di conversione.
Auspichiamo che questi riallineamenti sulle nostre posizioni siano sempre più tempestive. Per questo, raccomandiamo ad Ichino e compagni di soprassedere alla costituzione dell’ agenzia nazionale per la gestione dei servizi all’ impiego, perché si tradurrebbe in un neo-centralismo ed in un neo-statalismo di cui il nostro Paese non ha proprio bisogno” (ANSA)