Roma, 31 mar. 2015: “I dati Istat attestano una riduzione del tasso di occupazione e confermano i nostri timori di un duplice effetto non considerato dal Governo, l’effetto sostituzione dei contratti a tempo determinato con quelli a tempo indeterminato”. Lo dice la vicepresidente del gruppo Fi alla Camera Mariastella Gelmini.
“Si tratta di un effetto rimbalzo degli sgravi contributivi: assunzioni per le quali si è atteso l’inizio dell’anno per poter usufruire degli incentivi previsti dalla legge di Stabilità. Tendenza che probabilmente si consoliderà nei prossimi mesi. Questo perché le imprese utilizzeranno il combinato disposto tra il bonus contributivo e la possibilità di risolvere il rapporto di lavoro più facilmente. Per questo, lo
sgravio contributivo potrebbe non essere assicurato per tutte le imprese che hanno programmato le loro assunzioni a tempo
indeterminato del 2015, lasciandole inaspettatamente prive di un beneficio su cui fanno legittimo affidamento.  I dati diffusi dal Ministero del lavoro confermano anche la diminuzione dei contratti di apprendistato, che rischiano di essere cannibalizzati dai più convenienti contratti a tempo indeterminato, quando occorrerebbe rilanciare la loro valenza di integrazione tra Istruzione, Formazione e Lavoro. Occorre inoltre scongiurare il pericolo che l’eliminazione delle collaborazioni a progetto e il contingentamento delle altre forme di flessibilità, comportino la perdita di ulteriori posti di lavoro.  E’ necessario promuovere una riflessione sulla riduzione della flessibilità in entrata, tenendo conto dell’aumentata flessibilita’ in uscita. Non e’ con la riduzione della flessibilità in entrata che si può dare vera centralità al contratto a tempo indeterminato. Piuttosto servono interventi di riduzione della tassazione sul costo del lavoro, come sta già mostrando l’operatività del bonus della Legge di Stabilità” (ANSA).