Roma, 21 nov. 2014: “Il governo torna solo in parte sui suoi passi e ripensa l’aumento della tassazione delle prestazioni dei fondi pensioni, abbinata alla possibilità di erogare il Tfr in busta paga. Lo sforzo di mettere una maschera liberale e riformista per rendere attraenti le sue politiche alla maggioranza degli italiani che da sempre diffida del dirigismo della sinistra diventa a questo punto patetico”. Così Mariastella Gelmini in una nota.
 “Come può un governo che si dica liberale – prosegue – considerare come rendita di capitale da tartassare anche il risparmio previdenziale che responsabilmente ogni lavoratore deve implementare in un regime pensionistico ormai totalmente contributivo e con un mercato del lavoro caratterizzato dal percorsi lavorativi discontinui, a cui anche il Jobs Act non da le giuste risposte?  Basta perseguire finalità elettorali sulla pelle dei lavoratori. Gli italiani sono persone intelligenti e di buon senso, in grado dunque di distinguere se i soldi in più in busta paga sono mance del governo o l’anticipata percezione di ciò che è già loro. Con politiche simili, questo esecutivo non potrà mai stabilizzare i conti pubblici, riuscirà, invece, a destabilizzare gli italiani impegnati a capire come costruirsi la futura pensione”.