Roma, 21 nov. 2014: “Sulla vicenda della social card concessa agli immigrati con regolare permesso di soggiorno voglio credere, sia pure con fatica, a un equivoco e alla spiegazione data dal ministero dell’Economia secondo cui si è trattato di colmare un vuoto normativo per restituire alle Poste le somme erogate da gennaio a marzo 2014. Ciò detto, la vicenda ripropone una questione socialmente rilevante: come spiegare ai cittadini italiani, in particolare ai pensionati al minimo, che il governo deve provvedere a stanziare risorse importanti per dare sussidi agli immigrati e non ne trova per sostenere le pensioni al minimo? Da via XX settembre si ricorda che l’estensione della social card risponde a una precisa direttiva europea. Bene, anche i rimborsi della Pubblica amministrazione alle imprese rispondevano a una direttiva europea: a che punto sono? In queste domande non c’è ombra di razzismo, ma il dovere di comprendere perché mai il governo risponde in modi e tempi diversi alle direttive della UE. Per il resto, il ministro dell’Economia sa bene che senza una crescita robusta del Pil sarà difficile erogare sussidi sociali in modo indiscriminato. Forza Italia è favorevole ad aiutare le persone in difficoltà, ma per farlo abbiamo una ricetta economica molto diversa da quella dell’esecutivo. Distribuire ricchezza senza averla prima prodotta è la via migliore per alimentare sentimenti razzisti e discriminazioni” (ANSA).