Roma, 16 gen. 2014:  Al Console Indiano di Milano non poteva capitare momento più sbagliato per la festa nazionale del suo Paese. Il diniego delle autorità pubbliche della Provincia e della Regione a partecipare al ricevimento ufficiale a Palazzo Clerici è un gesto forte, non scontato, ma reso necessario dalla sordità del governo di New Dehli sulla vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Se i rapporti fra i due Paesi hanno subito incrinatur e in questi due anni la responsabilità va ricercata in un eccesso di lealtà da parte del governo Italiano, che nel gennaio 2013 costrinse i due marò a tornare in India per essere processati; ma anche nel comportamento dell’ autorità giudiziaria di quel Paese, che ha menato il can per l’ aja prima di istruire il processo e arrivare al dibattimento. In questa vicenda ho lamentato la latitanza dei governi italiani e la debolezza della nostra politica estera. Ma anche il vuoto di iniziative dell’ Europa, colmato dalla provvidenziale intuizione del vice presidente della Commissione UE, Antonio Tajani, di interrompere i negoziati commerciali con l’ India in assenza dell’ assicuraz ione che mai i due fucilieri sarebbero stati condannati a morte. Da NewDehli trapelano indiscrezioni secondo cui si sarebbe allontanato l’ incubo di una condanna a morte. È importante, ma non basta. I due marò devono essere processati in Italia, sperando per loro che la nostra giustizia sia meno lenta di quella indiana (Agenparl).