Roma, 23 ago. 2014: “Un’Europa secolarizzata e scristianizzata è il terreno di coltura ideale per il proselitismo jihadista. Il terrorismo jihadista si mimetizza abilmente in una dimensione religiosa e raccoglie centinaia, forse migliaia di proseliti nel cuore di un continente un tempo cristiano o protestante” Lo scrive su Facebook Mariastella Gelmini. “Sono europei convertiti o immigrati arabi mai integrati. Se tanto odio contro l’Occidente è potuto esplodere, incontrollato, è anche a causa del vuoto di potere, un vero e proprio buco nero, che si è aperto nel Maghreb con la fine dei vecchi regimi. È da apprezzare il presidente Casini quando riconosce che aveva visto lungo il presidente Berlusconi quando ammoniva sui rischi che si correvano con la caduta di Gheddafi. Oggi stiamo pagando, e l’Italia più di tutti, la miopia di chi avrebbe dovuto considerare con più attenzione quella vicenda. Se l’Egitto non è esploso lo si deve alla fedeltà tradizionale del suo esercito e del gen. al-Sisi.

Le primavere arabe salutate con un entusiasmo ingenuo e quindi ancora più colpevole lasciano sulla sabbia del deserto migliaia di morti. La pulizia etno-religiosa contro i cristiani ha trovato finora una reazione tiepida da parte dell’Europa che si è mossa ancora una volta tardi, in ordine sparso e in piena confusione strategica. La voce del mondo libero e democratico si leva troppo flebile per essere credibile e ascoltata. Il semestre italiano di presidenza dell’Unione deve imprimere una svolta e far sentire chiara e distinta la voce dell’Europa, in Iraq come in Siria. Renzi deve anche impegnarsi per superare il cerchiobottismo sulla tragedia di Gaza: Israele non può essere messo sullo stesso piano di un’organizzazione terroristica come Hamas”.