Milano, 28 lug. 2014: “E’ esattamente nella gestione quotidiana della città che la giunta Pisapia registra i più clamorosi insuccessi. Se Pisapia fosse un artigiano, sarebbe uno di quelli cari e che lavorano male. E’ proprio nelle ‘piccole cose’ che la Giunta arancione dimostra tutta la sua aerea incompetenza gestionale imbellettata di chiacchiere”. Così Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale di Forza Italia in Lombardia interviene sulla giunta guidata da Giuliano Pisapia dopo l’ esondazione del Seveso e la voragine che si è aperta in corso di Porta Romana.

“Milano è diventata una città sporca, insicura, triste. E lo è esattamente grazie alla trascuratezza nelle piccole cose, oltre che alle deludenti performance in quelle grandi. Gli esempi si sprecano,  il problema semmai è selezionarne qualcuno. I servizi indispensabili alle famiglie, dai posti al nido ai giochi serali vengono tagliati: 1169 bambini non hanno ancora un posto nella scuola dell’ infanzia, a causa della scelta di tagliare le convenzioni coi privati”, oltre ai “musei rincarati” e i mezzi pubblici “al tracollo, tra scarsa manutenzione, orari ballerini e caro biglietti il servizio peggiora a vista d’ occhio.

Una passeggiata in centro, specie nel weekend, secondo Gelmini “è diventato uno slalom tra mendicanti e commercianti abusivi. I graffiti dilagano (abolita la task force ad  hoc)”. E sul palazzo comunale di via Pirelli “Pisapia ha rifiutato la  permuta con un gruppo privato scegliendo di ristrutturare in proprio un palazzo che cade a pezzi. Spesa per i milanesi: 60 milioni”.

Occupazioni abusive di appartamenti “60 solo nelle ultime 3 notti nei quartieri San Siro e Lorenteggio. Tutte piccole cose. Non basta purtroppo una carezza a mezzo stampa a celare la realtà sempre più evidente, triste per chi ama Milano e triste anche per chi a sinistra aveva creduto nel ‘sogno’ arancione. Dulcis in fundo: ieri Pisapia ha proposto a Matteo Renzi di svoltare a sinistra. Non credo che Renzi si affiderà al navigatore Pisapia: andrebbe a sbattere” (Adnkronos).