Milano, 23 lug. 2014: “A Milano la legalità è ormai un evento. Lo sgombero di uno spazio comunale, una ex scuola, occupata per 14 mesi, diventa un caso, un evento, e fa rumore. E’ il risultato di un corto circuito istituzionale innescato dalla complicità della maggioranza arancione con i centri sociali e con l’ antagonismo di sinistra”. Così Mariastella Gelmini dopo lo sgombero dello spazio occupato dallo Zam.

“Allo sgombero, chiesto dal pm e realizzato dalle forze dell’ ordine, fa da cornice una maggioranza a pezzi. Ma non basta: la Giunta prende le distanze dallo sgombero dichiarando: lo ha voluto il pm. Invece che ringraziare la magistratura e le forze dell’ ordine per la restituzione di uno spazio pubblico alla città, ostentano stupore e indifferenza. Incredibile. Ma un dato emerge su tutti, e non è un fatto nuovo: il silenzio di Pisapia. Quando di tratta di problemi veri, il sindaco di Milano sembra non avere più nulla da dire alla sua città. Si nasconde, evita di
metterci la faccia. A parte una breve comparsa dopo l’ alluvione del Seveso in cui ha promesso risarcimenti (per ora non pervenuti), Pisapia si espone solo in passerelle sicure, in convegni alati, oppure a posteriori, quando i buoi sono scappati o il problema è già stato affrontato da altri. Un sindaco vero è alla testa della sua maggioranza: Pisapia arriva sempre in coda, quando arriva. C’è un sindaco a Milano?” (Adnkronos).