Roma, 11 feb. 2014: “Il riallineamento delle vicende politiche dell’ estate 2011 fatto da Alan Friedman è la conferma dell’ assoluta linearità delle scelte fatte dal governo Berlusconi in Italia e riconosciute dai partner in Europa. Se qualcuno vi ha letto un atto d’ accusa da cui difendersi avrà avuto le sue buone ragioni ma esse sfuggono, credo, a ogni cittadino benpensante. Gli eventi politici ed economici dell’ estate di tre anni fa sono tutti sul tavolo e non possono essere manipolati. C’ erano le difficolta’ della maggioranza, ma c’ erano anche i numeri
solidi della finanza pubblica e del debito messo sotto controllo. C’ era l’ impegno a fare le riforme sollecitate dalla Bce e dalla Commissione europea. Il comportamento del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e della maggioranza che lo sosteneva era stato apprezzato dalla Commissione.

Quello che è successo, con la caduta del governo Berlusconi, è stato spiegato come la conseguenza della speculazione finanziaria. Una spiegazione fumosa. Spagna, Grecia e Irlanda sono state attaccate come e più dell’ Italia ma nessuno di questi Paesi ha conosciuto un governo ‘tecnico’. La Grecia, nel 2012, è andata alle urne due volte nel giro di tre mesi per darsi un governo. L’ anomalia di quell’ estate risalta meglio, forse, proprio nel confronto con gli altri partner europei. Tutto questo sicuramente non è archivi abile come fumo” (Adnkronos).